Trump attacca il Venezuela: l’imbarazzo dei leader Ue di fronte all’aggressione

Dopo l'attacco Usa in Venezuela, i leader Ue restano in silenzio: nessuno ha il coraggio di criticare l'operazione di Trump.

Trump attacca il Venezuela: l’imbarazzo dei leader Ue di fronte all’aggressione

L’Ue e l’Italia restano in silenzio. Dopo l’attacco statunitense al Venezuela, con la cattura del presidente Nicolas Maduro, nessuno in Europa ha il coraggio di condannare la violazione del diritto internazionale e l’aggressione voluta da Donald Trump. Al di là del giudizio sulla questione venezuelana, infatti, quel che resta è l’attacco degli Stati Uniti a uno Stato, in violazione del diritto internazionale, con tanto di obiettivi civili (come il Parlamento) colpiti, secondo quanto denunciato da Caracas.

Nessuno, però, in Europa ha il coraggio di condannare quanto fatto da Trump. Tutti, ancora una volta, puntano solamente a non contraddire il presidente statunitense. E a parte le scontate condanne di Paesi come Russia e Iran, per il resto prevale il silenzio.

Il silenzio dei leader Ue sul Venezuela

Chi qualcosa l’ha detta, ma senza prendere posizione, è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Che afferma, attraverso una nota di Palazzo Chigi, di seguire la situazione e di tenersi in contatto con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, anche per ottenere informazioni sui tanti italiani presenti in Venezuela.

Restano per ora in silenzio tutti i principali leader europei. Nessun commento da Merz, Macron, Starmer e von der Leyen, tutti alleati di Trump nonostante il presidente Usa sia tutt’altro che amichevole soprattutto con i leader Ue. Nessun commento neanche per dire che la situazione doveva cambiare in Venezuela, considerando il regime di Maduro, ma che comunque questo non giustifica un’aggressione militare come quella di questa notte.

L’unica a fare qualcosa del genere è stata l’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, che ha avuto un colloquio con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. “L’Ue ha più volte affermato che Maduro non ha legittimità e ha sostenuto una transizione pacifica”, scrive Kallas sottolineando però che “in ogni circostanza devono essere rispettati i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite” e per questa ragione arriva la richiesta di “moderazione”.

In Italia è l’opposizione a chiedere al governo Meloni di condannare l’aggressione americana, che per il leader M5s, Giuseppe Conte, “non ha nessuna base giuridica”: “Siamo di fronte a una palese violazione del diritto internazionale, che certifica il predominio del più forte e meglio equipaggiato militarmente. Il Governo Meloni condanni questi attacchi e tuteli i nostri connazionali. E spero che l’intera comunità internazionale si faccia sentire e che tutti comprendano che se le regole valgono solo per i nemici e non per gli amici, nessuno potrà sentirsi più al sicuro”.

La segretaria del Pd, Elly Schlein, fa sapere che sta seguendo gli sviluppi sentendo il ministro Tajani “per esprimere preoccupazione”. Più dura, tra i dem, la posizione del responsabile Esteri del partito, Giuseppe Provenzano: “Chiediamo al Governo di pronunciare parole chiare e di lavorare con urgenza in tutte le sedi multilaterali e internazionali per il pieno ripristino e rispetto del diritto internazionale e per il primato della diplomazia. Mai come oggi dobbiamo richiamare e riaffermare i nostri principi costituzionali, a partire dal ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. “La storia – aggiunge Provenzano – ci ha drammaticamente insegnato che non si esporta la democrazia con le bombe. Trump diceva che avrebbe messo fine ai conflitti e portato pace, invece sgancia bombe su Caracas e pensa di riproporre la Dottrina Monroe”.