Guai a parlar male dell’operato di Donald Trump. Da tempo il tycoon ha intrapreso una battaglia contro i media, tanto che in passato ha escluso Cnn, Politico e Ms Now dalla possibilità di seguire e riprendere i suoi eventi presidenziali. Il divieto è stato poi revocato dal giudice federale Timothy Kelly. Ora, però, lo scontro torna a far rumore: l’ufficio del consulente legale della Casa Bianca ha intimato a Politico di ritrattare o correggere, entro 48 ore, alcuni articoli sulle presunte tensioni all’interno dello staff di Trump.
A darne notizia è Axios, secondo cui l’ultimatum, contenuto in una lettera firmata dal fedelissimo del tycoon Will Scharf, scade oggi e potrebbe innescare una nuova escalation nei rapporti tra la Casa Bianca e Politico, con possibili ripercussioni anche sul lavoro dei giornalisti che seguono il presidente a Washington. Una richiesta, quella di rivedere alcuni articoli, alla quale difficilmente la prestigiosa testata statunitense acconsentirà.
L’ultimatum di Trump
Nella lettera indirizzata a Politico, Will Scharf ha puntato il dito contro tre articoli dedicati alla capo dello staff, Susie Wiles, sostenendo che siano stati pubblicati nonostante le “smentite ufficiali” e le prove contrarie alle tesi sostenute nei pezzi, provenienti da alti funzionari e dallo stesso presidente.
Secondo quanto si apprende, gli articoli incriminati sono quello del 15 ottobre, intitolato “La “regina di ghiaccio” di Trump sotto tiro”, in cui Politico ha riferito che il leader di Washington stava valutando di sostituire Wiles. Il tycoon ha respinto la ricostruzione, definendola una “fake news”. Il 16 ottobre, però, Politico ha rincarato la dose con un resoconto secondo cui l’articolo pubblicato il giorno precedente aveva scatenato il “panico” e il presidente era andato su tutte le furie. Una ricostruzione che la portavoce della Casa Bianca ha definito “incredibilmente stupida e falsa”.
Sempre il 16 ottobre, in un articolo intitolato “Susie Wiles ha organizzato l’intervista su Fox prima dell’addio della portavoce”, Politico ha insinuato che la responsabile dello staff avesse orchestrato l’uscita di scena di Katie Zacharia in seguito a un’intervista con Sean Hannity su Fox, andata in onda la sera precedente.
“Politico è un’operazione straniera concepita per interferire nella politica Usa e intromettersi nelle nostre elezioni attraverso disinformazione e informazioni errate”, ha scritto sabato su X il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung. La testata è di proprietà del gruppo editoriale tedesco Axel Springer.
Il precedente ban di Cnn, Ms Now e Politico
Come detto, Politico è già stato oggetto di un divieto imposto dalla Casa Bianca. La testata, insieme a Cnn e Ms Now, è stata esclusa dalla possibilità di seguire Trump nello Studio Ovale e a bordo dell’Air Force One. Il motivo, spiegato dallo stesso leader di Washington, è che non gradisce la loro copertura mediatica. Peccato per lui che in democrazia esista il diritto di cronaca: quando la vicenda è arrivata in tribunale, il 13 ottobre scorso, un giudice ha revocato il divieto.
Insomma, quello di oggi è soltanto un nuovo round di una lunga battaglia che, c’è da scommetterci, continuerà a regalare altri colpi di scena.