Donald Trump torna all’attacco di Giorgia Meloni. Un attacco personale e gratuito, che non è neanche legato a una questione specifica, ma che arriva alla vigilia del vertice Nato di Ankara. “Serve un ordine restrittivo”, si legge nel meme pubblicato dal presidente degli Stati Uniti nel quale si vedono i due leader.
Anche la scelta della foto è significativa, con Meloni che sembra guardare con ammirazione, quasi in adorazione, Trump. Una foto nella quale, a dirla tutta, neanche si sa cosa stia guardando la presidente del Consiglio, ma l’idea che vuole dare Trump è chiarissima. E arriva subito prima del summit Nato, nel quale però l’Italia si prepara a fare nuove promesse proprio agli Stati Uniti, garantendo di aumentare la spesa per il riarmo.
Affondo di Trump a Meloni, ma l’Italia si prepara ad accontentarlo sul riarmo
Dopo il nuovo affondo di Trump, la linea del governo comunque non cambia: Palazzo Chigi non risponderà e anche la stessa Meloni resterà in silenzio dopo la nuova provocazione. Ma la linea non cambia neanche sul fronte delle spese militari, perché ad Ankara l’Italia si impegnerà a raggiungere il 2,8% del Pil in armi. Peraltro senza ricorrere ai fondi europei Safe.
Secondo quanto scrive la Repubblica, Meloni avrebbe deciso cosa fare con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e quello della Difesa, Guido Crosetto. L’asticella viene spostata sempre più in alto: ad Ankara si prometterà di raggiungere il 3,4% nel 2028. Che vuol dire circa 18-19 miliardi in più in due anni. Per il 2027 è possibile una crescita dello 0,25% o dello 0,3% del Pil.
Nel 2028, poi, si sale fino a raggiungere tra il +0,55% e il +0,65%, racconta ancora Repubblica. Per un totale che dovrebbe raggiungere i 19 miliardi. L’impegno ricadrà, tra l’altro, non tanto su questo governo quanto sul prossimo, quello che verrà scelto dagli italiani considerando le elezioni ormai alle porte. Un’ipoteca non di poco conto per chiunque arrivi dopo.