Tutelate imprese e famiglie. Ecco la Cura Italia per il lavoro. Parla la senatrice Matrisciano (M5S): “Serve l’aiuto di tutti. Basta polemiche pretestuose contro il Governo”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Le polemiche dopo i provvedimenti previsti dal governo Conte in tema di lavoro? “Pretestuosi”. Perché “chi continua ad alimentare polemiche e fa solo propaganda non guarda agli interessi dell’Italia né dei cittadini. Il Capo dello Stato ieri ha richiamato tutti alla responsabilità, condivido pienamente”. È molto chiara la senatrice M5S Susy Matrisciano, presidente della Commissione Lavoro di Palazzo Madama, dopo le tante dichiarazioni critiche mosse dalle opposizioni sulla presunta inadeguatezza delle misure. “Le misure inserite nel decreto Cura Italia – spiega invece la Matrisciano – sono il primo di una serie di interventi che il Governo ha in cantiere per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Siamo dovuti intervenire subito con un piano da 25 miliardi di euro, più di 10 miliardi a sostegno di circa 14 milioni di lavoratori e delle famiglie.

Non poca roba, insomma.
Serviva un intervento deciso a tutela delle imprese e dei lavoratori, e in particolare di quei settori produttivi che stanno pagando il prezzo più alto, come turismo e trasporti. Sappiamo benissimo che è solo il primo passo e che servirà uno sforzo ulteriore e il Governo sta già lavorando a nuovi provvedimenti da finanziare anche con fondi europei. Faremo quanto necessario affinché nessuno resti indietro e nessuno perda il lavoro.

Le opposizioni non la pensano così, però.
Invece di guardare a quello che manca, sarebbe più utile guardare a quello che c’è nel decreto Cura Italia, che stanzia per il Paese 25 miliardi, per dare una risposta immediata alle aziende, alle famiglie e ai lavoratori dipendenti, agli autonomi, agli stagionali di tutti i settori produttivi. Contiene norme per il personale del comparto sicurezza e del servizio sanitario nazionale, più esposto di altri nell’emergenza; stanzia circa 250 milioni di euro per gli straordinari di medici, infermieri, operatori sanitari; autorizza la spesa di ulteriori circa 60 mln di euro per le forze di polizia e le forze armate, di cui circa 34,4 mln destinati agli straordinari, mentre 25,6 mln per altri oneri connessi all’impiego del personale, oltre a risorse per la sanificazione degli ambienti. Ci sono i congedi parentali speciali di 15 giorni per i lavoratori con figli fino a 12 anni, i voucher baby sitter da 600 euro, che salgono a 1.000 euro per chi lavora nella sanità e in polizia, l’aumento a 15 giornate dei permessi della 104 per i lavoratori disabili e per chi assiste un familiare disabile.

C’è una buona fetta di italiani che potrebbe però perdere il lavoro.
Il decreto prevede lo stop ai licenziamenti dal 23 febbraio e stanzia 5 miliardi per ammortizzatori sociali e cig in deroga fino a 9 settimane: anche chi ha una bottega o un bar con un solo dipendente può accedere.

E le Partite Iva? Rischiano di restare senza tutele?
Autonomi e liberi professionisti già per il mese di marzo potranno ottenere un indennizzo di 600 euro, è un primo intervento, ne seguiranno altri come specificato dal Governo. Per i titolari di Partite Iva con fatturato inferiore ai 2 milioni di euro, il decreto stabilisce la sospensione dei versamenti in scadenza a marzo relativi a ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, trattenute dell’addizionale regionale e comunale, Iva, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria; per tutti i contribuenti sono sospesi gli adempimenti tributari. Questi sono i fatti. Dalla prossima settimana le Camere saranno al lavoro per migliorare il testo. Credo sia più utile fare invece di polemizzare e criticare, vista la straordinarietà della situazione che stiamo vivendo e che ci troviamo ad affrontare.

Crede che qualcuno non l’abbia ben capito?
Il Governo sta chiedendo responsabilità. La stessa che dovrebbero avere certi esponenti politici e i rappresentanti delle Istituzioni ad ogni livello. Serve collaborazione e serietà, no propaganda da bar.