Tutti pazzi del prime time. Gruber, Moreno & C. spopolano in Tv. Record di ascolti per i talk del preserale

prime time Manuela Moreno
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I talk preserali sono diventati un momento molto rilevante della tv italiana: di fatto l’attuale access prime time, fascia in cui vanno in onda, è una prima serata, o quanto meno una sua importante appendice. Tanto che, non lo si scopre ora, è diventato uno spazio molto appetibile anche per gli investitori pubblicitari. Solitamente questo slot era dominato da quiz o programmi d’intrattenimento nelle reti ammiraglie. Da un po’ di anni a questa parte, con l’ampliamento appunto del prime time, all’intrattenimento si sono aggiunte altre tipologie di programmi, in particolare i talk politici.

Si può dire che un programma come Otto e mezzo, in onda su La7 dal lontano marzo 2002, abbia, in un certo senso, aperto la strada a tutti quelli che vediamo adesso nella tv italiana, a partire da Stasera Italia al Tg2 Post, senza dimenticare numerose rubriche che a quell’ora si possono vedere anche nelle all news. Grazie, purtroppo, alla pandemia i numeri dei preserali sono sensibilmente cresciuti nella stagione 2020/2021, dopo il già sostenuto aumento dell’anno scorso sempre legato sostanzialmente al Covid, coinciso con un boom generale dell’audience televisiva causato dai lockdown.

Il pubblico di questi format è particolarmente attento, di cultura medio-alta, professionisti, un cluster nel complesso interessato alla politica. Rispetto alla prima serata vera e propria, il preserale, essendo più impegnativo, ha un bacino più scelto, più appetibile, più alto; nel prime time, che fa chiaramente più numeri, la platea si distribuisce anche su canali alternativi come le piattaforme web, lo streaming, oltre alla tv classica. Ma dal punto di vista degli ascolti si è registrato un incremento nella stagione in corso.

Con i numeri forniti da OmnicomMediaGroup, vediamo come si stanno comportando Otto e mezzo su La7, condotto da Lilli Gruber, Stasera Italia su Rete 4, guidato da Barbara Palombelli e nell’edizione Weekend da Veronica Gentili, e Tg2 Post su Rai Due, con Manuela Moreno (nella foto) alla conduzione. Partiamo dalla Gruber che viaggia col vento in poppa, con 2.080.101 spettatori e il 7,7% di share di media, con un altisonante +23% per quanto riguarda l’audience e +1,1% nello share rispetto alla passata edizione.

Bene anche la versione del sabato, con la giornalista altoatesina che acquisisce quasi un punto di share (5,1% la media attuale) e addirittura +37% di spettatori (1.284.669 la media 2020/2021). Anche la Palombelli nell’ultima stagione vede la sua platea aumentare: Stasera Italia è visto attualmente da 1.358.714, il 5% in più rispetto al 2019/2020. In linea lo share della trasmissione, che si attesta sul 5,1%. Più forte l’incremento di Stasera Italia Weekend: la Gentili sta tenendo una media di 1.205.752 teleutenti, in aumento dell’11% rispetto alla scorsa stagione.

Anche qui, share in linea, al 4,7%. Passando al Tg2 Post, il format condotto dalla Moreno, che può contare sulla frequente presenza del direttore Gennaro Sangiuliano, abile ideatore della striscia, paga sicuramente la durata più breve rispetto ai concorrenti e, ciononostante, gli ascolti si attestano sui 950.000 spettatori, poco sotto al 4% di share, ma con un interessante 5,1% di share nel target laureati. Leggera prevalenza dei maschi (3,7%) sulle donne (3,5%), mentre dal punto di vista territoriale svettano il Piemonte (4,5% di share), il Friuli (4,3%), la Basilicata (4,3%) e il Lazio (4,2%).

Prevalenza di maschi, anche se più netta, pure per Otto e mezzo, con gli uomini al 7,3% e le donne al 6%; share da record nella fascia laureati per la Gruber, addirittura al 15% (quasi il doppio dello share medio del programma), mentre le regioni forti per la rossa conduttrice sono la Valle d’Aosta (11,8% di share), il Friuli (10,7%), l’Emilia Romagna (9,6%), la Liguria (8,6% e la Toscana (8,4%). La Palombelli è invece seguita prevalentemente da donne (5,5%), di poco superiori ai maschi (5,2%). Il target laureati è al 3,9%, superato da medie superiori (4,6%) e medie inferiori (5,4%) mentre i picchi di share si verificano in Abruzzo (10,2%), Umbria (8,8%), Molise (8,5%) e Marche (7,3%).

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