Ucraina, ormai una strage al giorno

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Di Giovanna Tomaselli

È sempre più cruenta la guerra in Ucraina. Per riconquistare tutte le roccaforti dei separatisti filorussi, l’esercito di Kiev deve entrare con le armi in pugno nelle città, combattendo strada per strada, con l’inevitabile tributo di vittime tra i civili. Un drammatico effetto collaterale, come avvenuto nei pressi di Donetsk, dove le bombe avrebbero centrato un asilo, uccidendo una decina di bambini. Quell’orrore sui più piccoli, vittime innocenti, che il Papa era tornato a condannare appena lunedì scorso tornando dal suo viaggio in Asia.

L’esercito di Kiev avanz
Tra i centri dove si sta combattendo più duramente c’è Lugansk, altra città roccaforte dei separatisti, vicina al confine con la Russia. Qui le truppe di Kiev sono riuscite ad entrare nella zona abitata, dove la popolazione è fuggita in massa. Senza acqua corrente ed elettricità, nella regione sono già 344mila gli sfollati.
Continua intanto lo scambio di accuse sull’attacco al convoglio di rifugiati: un missile ha colpito un autobus e ieri erano 17 i corpi ufficialmente recuperati. Sul mezzo centrato sulla strada tra Khriaschuvate e Novosvitlivka c’erano solo civili in fuga proprio da Lugansk. Il governo ucraino ha accusato di questo attacco i separatisti filorussi che stanno combattendo nella zona, mentre i ribelli hanno negato ogni responsabilità. Uno scambio di accuse reciproche difficili da verificare, così come avvenuto venerdì scorso quando il presidente Poroshenko aveva annunciato la distruzioni di tank russi sconfinati in territorio ucraino.

Diplomazia al palo
Se al fronte si spara, sul piano della diplomazia non si batte un colpo. Nonostante le perdite subite i filorussi non rinunciano infatti a dettare le condizioni di un possibile cessate il fuoco. I negoziati devono avvenire su un “piano di completa parità” è la richiesta dei separatisti respinta ovviamente dal governo di Kiev. Mosca così minaccia nuove ritorsioni, soprattutto nel caso di nuove sanzioni. Dieci giorni fa Mosca aveva decretato l’embargo totale di tutti i cibi in arrivo da Ue e Usa.