Un colpo di Martello in testa. Il sindaco di Lampedusa denuncia: boom di immigrati che molestano i turisti. Ma l’ex sindaco Nicolini rivela: c’è stata solo una denuncia

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Che strano effetto girare per una settimana Lampedusa in lungo e largo e non vedere mai un solo immigrato. Questa però è l’esperienza di tantissimi dei visitatori che questa estate hanno scelto l’isola per godersi un mare da favola e un po’ meno l’ospitalità “distratta” di ristoratori e commercianti, in molti casi fermi a pagina zero del manuale sul buon turismo. Per questo la denuncia del neo sindaco Totò Martello, che parla d’invasione di migranti, molestie e clima di paura sembra più l’effetto di un colpo di sole. Eppure Martello non ha dubbi e parla di minacce e furti in un’isola al collasso. “Le forze dell’ordine – afferma il sindaco – sono impotenti, nel centro di accoglienza ci sono 180 tunisini molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli: bivaccano e vivono per strada”. Di qui la richiesta di chiudere l’hot spot, definita una struttura inutile che non serve a niente. Ma le cose stanno davvero così? Se ascoltiamo un’altra delle denunce del primo cittadino, secondo cui Lampedusa è “abbandonata”, non c’è molto da crederci. L’isola è piena di forze dell’ordine, carabinieri, Guardia di Finanza, capitaneria di porto, guardia costiera. È questo è un fatto innegabile. I numeri che potrebbero essere esibiti domani mattina dal Governo sono argomenti testardi. Molto più difficile riscontrare che i bar siano “pieni di tunisini che si ubriacano e molestano le donne”. Così come fa ridere che Martello riceva decine di messaggi di turisti impauriti, come afferma, in quanto è decisamente improbabile che chi arriva sull’isola, spesso per la prima volta in vita sua, abbia il numero del sindaco o in caso di pericolo chiami il Comune e non la polizia. A smascherare questo evidente tentativo di creare allarme, se non di cercare facile visibilità, è l’ex sindaca Giusi Nicolini, che accusa apertamente Martello di fare terrorismo. “Basterebbe controllare il numero delle denunce presentate ai carabinieri: a me – dice la Nicolini – risulta solo un furto da un negozio di frutta e verdura, inoltre l’isola è piena di turisti e non mi pare che ci siano state molestie da parte di tunisini”. Martello deve essersi dato un colpo in testa da solo.

 

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA