Una Leopolda da ricovero. Tra i finanziatori della kermesse renziana spuntano ospedali e case di cura private

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di Stefano Sansonetti

Ormai l’ora “X” sta per scoccare. Tutto pronto per la sesta edizione della Leopolda, dal nome della stazione fiorentina ormai diventata il tempio del renzismo. Ma a poche ore dall’inizio della kermesse, che prenderà ufficialmente il via domani, quella che va delineandosi assomiglia proprio a una Leopolda da ricovero. Sembra una battuta, ma la realtà è proprio questa. Si dà infatti il caso che negli ultimi tempi tra i finanziatori della fondazione Open, l’ente che organizza la manifestazione, si siano moltiplicati ospedali e istituti di cura privati, quasi tutti accreditati con il Servizio sanitario nazionale.

IL QUADRO. Insomma, in ballo c’è una montagna di soldi e interessi da coltivare. E versare il proprio obolo al tempio del premier Matteo Renzi magari può tornare utile. E’ appena il caso di ricordare che la fondazione Open è affidata alle cure del presidente Alberto Bianchi, avvocato, finanziatore diretto dell’ente e fedelissimo di Renzi. Il quale, in fondazione, è coadiuvato da un triumvirato che non ha bisogno di presentazioni: Marco Carrai, braccio destro del premier, Luca Lotti, sottosegretario a palazzo Chigi, e Maria Elena Boschi, ministro per le riforme. Ebbene, tra i finanziatori più recenti della fondazione spiccano la Casa di cura Villa Garda, la Casa di cura Rugani, la Casa di cura Villa Berica, la Casa di cura L’Eremo di Miazzina e l’Hesperia Hospital Modena. Ognuna di queste strutture ha versato un “omaggio” di 5 mila euro. Ma chi c’è dietro? Ciascuno di questi istituti fa capo al gruppo Garofalo, uno dei più importanti all’interno della sanità privata italiana. Ma i finanziatori della fondazione Open legati alla sanità sono anche altri. Per esempio si segnala la D&D Mad. Com., società con sede a Roma che offre servizi di manutenzione per le apparecchiature biomedicali degli ospedali e che spesso vince ricche commesse pubbliche bandite dalla Consip, la società del Tesoro che cura gli approvvigionamenti di beni e servizi per le Pubbliche amministrazioni. La D&D Med. Com., in particolare, ha versato alla fondazione 10 mila euro. I

PRECEDENTI. Che il mondo della sanità, in particolare quello della sanità privata, sia da tempo un convinto sostenitore dell’ente renziano è dimostrato anche dalla presenza nella lista dei più antichi finanziatori dell’Aiop, che ha donato un obolo di mille euro. Si tratta dell’Associazione italiana ospedalità privata, in pratica una sorta di “confederazione” che rappresenta circa 500 case di cura private disseminate su tutto il territorio nazionale, con un totale di 53 mila posti letto, 45 mila dei quali convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. Insomma, non c’è dubbio che il settore abbia voluto dare un “segnale” al premier. Senza dimenticare che tra i sostenitori della fondazione Open, con 4 mila euro, c’è anche Federico Gelli, toscano, deputato renzianissimo del Pd ed esperto di salute. Per molti, addirittura, un specie di ministro ombra della sanità.

Twitter: @SSansonetti