Un’altra strage nel Mediterraneo. Affonda un barcone nel canale di Sicilia: almeno 30 morti e centinaia di dispersi. Molti sono bambini

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Una nuova incredibile strage. E chissà se conquisterà i titoloni dei giornali come capitato alla strade di Manchester. Sono almeno 31 i morti del naufragio di un barcone carico di migranti nelle acque del Mediterraneo centrale, a largo del porto libico di Zuara, nei pressi del canale di Sicilia. L’imbarcazione, con a bordo circa 500 migranti, si è capovolta, non si sa se per un’onda o per un repentino spostamento delle persone. Più di 200 migranti sono caduti in acqua, tratti in salvo in 200.

All’intervento di soccorso, coordinato dalla Centrale operativa di Roma, partecipa la nave Fiorillo della Guardia Costiera, dove sono stati issati i cadaveri delle 31 vittime del naufragio, oltre a un’unità della Ong Moas e a un rimorchiatore. Nell’area delle ricerche sono state indirizzate altre unità navali, per contribuire ai soccorsi. Non risultano altri dispersi.

Proprio oggi, peraltro, il Viminale ha diffuso il bilancio aggiornato al 23 maggio degli sbarchi sulle coste italiane. Il numero dei migranti arrivati da inizio 2017 è cresciuto a 50.039 migranti contro i 34.236 giunti nello stesso periodo del 2016, con un incremento percentuale del 46,16%. Quanto alla provenienza, le principali nazionalità dichiarate al momento dello sbarco sono Nigeria (6.577), Bangladesh (5.702), Guinea (4.736), Costa d’Avorio (4.498), Gambia (3.341), Senegal (3.173) e Marocco (3.058).