Usura e riciclaggio a Roma: numerosi gli arresti. Tra le vittime anche politici. Nell’organizzazione criminale personaggi legati alla Banda della Magliana e direttori di banca. E spuntano legami con le cosche

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Un’organizzazione criminale che prestava soldi a politici, amministratori locali e a privati cittadini. Una banda di usurai è stata smantellata dalla Dia di Roma dopo condotte intimidatorie ed estorsive per ottenere il pagamento delle rate concordate per estinguere il debito. L’organizzazione praticava tassi usurari tra il 70 e il 150% l’anno.

L’INCHIESTA – Numerosi gli arresti con indagati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’usura, al riciclaggio e all’estorsione. L’indagine gira tutta intorno ad Antonio D’Angeli, una figura impegnata in una serie di significative operazioni immobiliari con grandi possibilità economiche. Da lui gli uomini della Dia di Roma sono arrivati a ricostruire tutta l’organizzazione criminale in cui spiccano anche personaggi criminali legati alla Banda della Magliana. Ci sarebbero anche due direttori di banca che avrebbero agevolato “l’emissione di mutui senza alcuna garanzia, nei confronti delle vittime, allo scopo di consentire all’organizzazione di recuperare i profitti illeciti, omettendo fra l’altro di segnalare le operazioni finanziarie sospette poste in essere da alcuni degli indagati”. Sempre nel reticolo in cui agiva l’organizzazione malavitosa ci sarebbero pure alcuni gestori di bar che avevano il compito di riciclare i proventi dell’attività criminale. Al vertice dell’organizzazione ci sarebbe la figura di Benedetto Giovanni Stranieri.che nel suo studio di avvocato a Roma, incontrava D’Angeli e l’altro principale ‘socio’ Roberto Castroni, ai quali “dava indicazioni e ordini circa le modalità dell’attività di usura, concordando anche gli interventi nei confronti dei debitori insolventi”.  “Stranieri”, si legge nell’ordinanza, “già tratto in arresto, nel gennaio 2015 dalla DIA di Roma, per concorso esterno in associazione mafiosa su ordine della DDA di Catanzaro (nell’ambito dell’inchiesta Aemilia), ex maresciallo dei Carabinieri diventato poi Avvocato e legale del noto boss di ‘ndragheta Nicolino Grande Aracri”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA