Vaccini a singhiozzo dalla Pfizer. Seconda dose a rischio per i medici. Il taglio delle forniture pesa sulla campagna anti-Covid. Arcuri valuta l’azione legale

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La Pfizer ritarda la consegna dei vaccini? Le Regioni accantonino le dosi disponibili. Sono già quattromila le persone che avrebbero dovuto completare il ciclo vaccinale ma non hanno ricevuto la seconda dose. E i numeri sono destinati ad aumentare ora dopo ora. Ed è per questo che secondo la Fondazione Gimbe, che ha lo scopo di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indipendenti di ricerca, l’unico modo per evitare che la situazione degeneri in maniera irreparabile è far “accantonare alle regioni i vaccini per i richiami”.

Altrimenti la copertura tra gli operatori sanitari, socio-sanitari e gli over 80 “con le attuali criticità” potrebbe diventare un’impresa. Allarme confermato dai numeri resi noti dal commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri: “A causa dei ritardi nella consegna dei vaccini da parte di Pfizer l’Italia è passata da una media di 80 mila persone vaccinate al giorno, con una punta di 92 mila, ad una media di 28 mila al giorno”. I ritardi hanno dunque rallentato significativamente la campagna vaccinale. Questa, ha aggiunto Arcuri, perfettamente in linea con la Fondazione Gimbe, “è la conseguenza della necessità di tenere nei magazzini le dosi che servono per i richiami”. Colpa della decisione “unilaterale” e “con preavviso ridotto” del colosso farmaceutico ri ridurre le forniture.

“L’Avvocatura dello Stato sta istruendo il dossier a tutela della campagna di vaccinazione e del potenziale danno causato alla popolazione”, ha assicurato Arcuri. Nell’ultimo monitoraggio settimanale sulla pandemia la Fondazione Gimbe sottolinea “una riduzione dei nuovi casi grazie agli effetti del Decreto Natale” e sottolinea come il caos sulle forniture metta a rischio la somministrazione della seconda dose ad almeno una parte di coloro che ha già ricevuto la prima. Al 20 gennaio, si legge nel report, “sono state consegnate alle Regioni 1.558.635 dosi, di cui 1.250.903 già somministrate. Ovvero oltre l’80 per cento, con inevitabile rallentamento negli ultimi giorni”.

Tuttavia, scrive Gimbe, “solo 9.160 persone hanno completato il ciclo vaccinale, mentre 13.534 persone avrebbero già dovuto ricevere la seconda dose”. Il presidente Nino Cartabellotta sottolinea che “la campagna vaccinale non è una gara di velocità: l’unità di misura su cui confrontarsi, sia con gli altri Paesi, sia tra le Regioni, non è infatti il numero di dosi somministrate, ma la percentuale della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, garanzia di efficacia del 94-95 per cento nel prevenire la Covid-19 sintomatica”. In questo contesto di incertezza sulla progressione della campagna vaccinale, continua Cartabellotta, è “indispensabile potenziare rapidamente l’esigua attività di sequenziamento virale” visto che la Commissione Europea “raccomanda un target del 5-10 per cento dei tamponi molecolari positivi”.

Come se non bastasse. “Bisogna prendere definitivamente atto che solo le zone rosse, come quelle imposte dal Decreto Natale, sono la vera arma per piegare la curva del contagio, destinata a risalire nelle prossime settimane per le minori restrizioni nelle Regioni arancioni e gialle, la riapertura delle scuole e il potenziale impatto delle nuove varianti”. Non ditelo al presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che nonostante gli oltre due mila contagi delle ultime 24 ore confida ancora nel ricorso al Tar, il cui responso arriverà probabilmente lunedì, per uscire dalla zona rossa. Grazie alla serrata di Natale, spiega la Fondazione, “si riduce l’incremento percentuale dei casi in quasi tutte le Regioni” e si osserva anche un “lieve calo anche delle ospedalizzazioni”..

E’ sulla richiesta danni a Pfizer per i ritardi nella consegna dei vaccini, il Commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, ha annunciato che domani ci sarà una riunione con l’avvocatura “per concludere molto presto l’istruttoria”. Fonti qualificate, citate dall’agenzia Ansa, affermano, infine, che le riduzioni temporanee nelle consegne delle dosi non “hanno nulla a che fare” con le differenze, riscontrate nel novembre 2020 e comunicate all’Ema, della quantità di mRNA nei lotti utilizzati negli studi clinici e nei primi lotti destinati alla commercializzazione.