Vaccino cancro, lo studio sul farmaco che elude le difese dei tumori e ferma la crescita delle metastasi

Vaccino cancro: lo studio sul farmaco capace di eludere le difese dei tumori e di contrastare la crescita delle metastasi.

Vaccino cancro: lo studio sul farmaco capace di eludere le difese dei tumori e di contrastare la crescita delle metastasi.

Vaccino cancro, lo studio sul farmaco che elude le difese dei tumori e ferma la crescita delle metastasi

Vaccino cancro, svolta nel mondo della ricerca oncologica

Nell’ambito della ricerca oncologica, è stato diffuso uno studio su un vaccino anticancro sperimentale che sarebbe in grado di aggirare le difese dei tumori resistenti all’immunoterapia e di bloccare la crescita delle metastasi in seguito all’asportazione chirurgica di tumori primari “altamente metastatici”. Simili risultati rappresentano un punto di svolta incredibile che consentirebbe di intervenire in modo alternativo nelle circostanze in cui chemioterapia, radioterapia e chirurgia non sono sufficientemente efficaci. In alcuni casi, infatti, questi trattamenti non riescono ad attivare il sistema immunitario contro la massa tumorale. Molti tumori risultano essere capaci di difendersi dall’attacco e sopravvivere. Il vaccino sviluppato, quindi, dovrebbe essere in grado di bloccare i meccanismi di difesa delle formazioni e favorire l’azione delle cellule immunitarie con risultati positivi nella lotta contro le metastasi.

Al momento, il vaccino contro il cancro è stato sperimentato esclusivamente su modelli animali ma la comunità scientifica è prossima ad avviare i primi trial clinici su pazienti umani.

Lo studio sul farmaco che elude le difese dei tumori e ferma la crescita delle metastasi

Il nuovo vaccino anticancro è stato sintetizzato da una equipe di ricercatori internazionale che comprende scienziati americani della Scuola di Medicina dell’Università di Harvard e del Dipartimento di Immunologia e Virologia del Cancro del Dana-Faber Cancer Insituti e di studiosi della Scuola di Ingegneria e Scienze Applicate John A. Paulson, dello Yerkes National Primate Research Center dell’Università Emory, dell’Istituto di Medicina Avanzata – Wakayama Medical University in Giappone e altri centri di ricerca ancora.

Gli scienziati che hanno preso parte alla ricerca sono stati coordinati dal docente del Dipartimento di Immunologia dell’ateneo di Boston, Kai W. Wucherpfennig. Le conclusioni riportate nello studio sono state estrapolate dopo aver testato il farmaco su primati e roditori colpiti da svariate forme tumorali.

Come riferito nell’abstract dello studio, il vaccino non mira ad attivare la reazione dei linfociti T, specifiche cellule immunitarie sollecitate da altri vaccini anticancro. Molti tumori, infatti, “spesso sfuggono all’immunità mediata dai linfociti T attraverso meccanismi che interferiscono con la presentazione del peptide”. Il nuovo vaccino, invece, aggirando il meccanismo di difesa messo in atto da alcune patologie tumorali, scatena “un attacco coordinato da diverse popolazioni di cellule T e natural killer (NK)”.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 13:05
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