Il summit di Ginevra, in cui si sono tenuti i colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran, sono stati un autentico fiasco. A dirlo senza mezzi termini รจ il vicepresidente degli Usa J.D. Vanceย che dopo un briefing sui negoziati ha liquidato lโesito come inconcludente, sostenendo che dal summit con la delegazione di Teheran non c’รจ stata โnessuna svoltaโ, e ha lasciato sul tavolo lโipotesi piรน rumorosa di tutte: lโazione militare.
โLinee rosseโ e richieste non recepite, le accuse di Vance a Teheran
Vance, intervistato da Fox News, non le manda a dire e gela le speranze di quanti credevano, sulla base delle dichiarazioni dei funzionari iraniani che parlavano di “passi in avanti evidenti”, che tutto sommato l’incontro non fosse stato un completo disastro. Secondo il numero due di Donald Trump “lโIran non ha recepito le richieste fondamentaliโ americane che costituiscono, spiega, linee rosse che Teheran โnon รจ ancora disposta a riconoscere e superareโ.
E cosa chiedono gli Stati Uniti, concretamente? Il cuore della pretesa รจ uno: la fine dellโarricchimento dellโuranio. Washington teme che quellโattivitร , per quanto rivendicata come civile, possa tradursi nella capacitร di costruire unโarma nucleare che, in mano alla Repubblica Islamica, rischierebbe di portare alla catastrofe. Vance lo ripete in modo quasi ossessivo durante il suo dialogo con Fox News: “Lโinteresse degli Usa รจ garantire e assicurare che lโIran non ottenga la bomba”.
La minaccia velata: “Trump ha tutte le opzioni sul tavolo”
A questo punto il volto e il tono di Vance cambiano e il vicepresidente degli Usa, concludendo l’intervista, aggiunge la classica frase che fa tremare i polsi: “Trump ha tutte le opzioni sul tavolo”. Appare chiaro che questa frase non รจ mera retorica, ma รจ un vero e proprio avvertimento all’Iran che, come spiegato dallo stesso funzionario americano, ha ancora due settimane per trattare e giungere a un accordo.
Araghchi: โDialogo avantiโ, perรฒ stop alle minacce
Dallโaltra parte, lโIran non si mette sullโattenti. Abbas Araghchi, ministro degli Esteri, racconta una storia diversa con dichiarazioni che stridono fortemente con quelle di Vance. In primo luogo ha negato che esista una data per il terzo round, pur dicendo che il lavoro diplomatico continua con le parti โ spiega alla Tv di Stato iraniana โ che prepareranno testi di un possibile accordo, poi li scambieranno, e solo dopo si fisserร una nuova data per discuterli. Insomma nega l’ultimatum di due settimane raccontato dal vicepresidente Usa in tv.
E non รจ tutto. Alla Conferenza Onu sul disarmo Araghchi parla di una โfinestra di opportunitร โ che si sarebbe aperta grazie ai โPaesi amici della regioneโ, con lโauspicio di una soluzione โsostenibile e negoziataโ per il nucleare. Poi perรฒ mette un paletto grande come una diga chiedendo “la fine immediata delle minacce americane sullโuso della forza” perchรฉ “si negozia con la penna, non con la pistola sul tavolo”.
L’Iran accusa gli Usa
Ma che l’aria resti ancora tesa lo si capisce proprio dalle parole di Araghchi che scarica le colpe della crisi sul ritiro unilaterale degli Usa, avvenuto nel 2018, dallโaccordo sul nucleare stipulato nel 2015. E non รจ tutto. Subito dopo lo stesso diplomatico rincara la dose definendo gli attacchi ai siti nucleari iraniani dello scorso giugno come โcrimini di guerraโ, accusando Washington di collusione con Israele e parlando di doppi standard nelle istituzioni internazionali.