Un uomo vaccinato con Pfizer è risultato positivo alla variante brasiliana del coronavirus

Pfizer
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Un paziente Covid-19 che aveva ricevuto due dosi del vaccino Pfizer è risultato positivo alla variante brasiliana del coronavirus a Palermo. Lo ha scoperto l’unità di microbiologia e virologia dell’azienda ospedaliera ‘Villa Sofia – Cervello’. Attraverso test di indagine di sequenziamento genico i medici hanno identificato la variante brasiliana ‘P.1’ in un paziente Covid-19 che aveva ricevuto il siero.

Un uomo vaccinato con Pfizer è risultato positivo alla variante brasiliana del coronavirus

Lo ha fatto sapere l’azienda Villa Sofia-Cervello di Palermo. Come da protocollo ministeriale, i medici hanno provveduto alla notifica ed alla trasmissione al laboratorio regionale di riferimento. Il paziente 83 anni, immunodepresso, vaccinato con Pfizer, dopo pochi giorni dalla seconda dose si è presentato al pronto soccorso del Cervello. Accusava una “sintomatologia respiratoria e intestinale clinicamente significative”. Per la variante ‘brasiliana’ (P.1) la prevalenza emersa con l’ultima indagine è invece pari al 4,5% (0%-18,3%). Era il 4,0% nella scorsa survey del 18 marzo.

Intanto il primo maggio porterà per l’Italia il superamento della soglia dei 20 milioni di dosi di vaccino contro il Covid somministrate. Fino a ieri sera il totale era di 19 milioni, 949 e 660 dosi. Dopo il record di oltre mezzo milioni di immunizzazioni nella giornata di giovedì, ieri sono state somministrate 492.660 dosi, di cui 354.587 Pfizer-Biontech, 82.203 Vaxzevria (AstraZeneca), 42.606 Moderna e 13.264 Johnson & Johnson.

Le varianti del coronavirus in Italia e il vaccino Pfizer

E nel frattempo l’ultima indagine rapida dell’Istituto superiore di sanità fa sapere che la cosiddetta variante inglese (B.1.1.7) del virus SasrCoV2, temuta per la sua maggiore trasmissibilità, è ormai diventato il ceppo dominante in Italia. La mutazione è pari al 91,6% dei casi sul campione nazionale esaminato in un singolo giorno, lo scorso 15 aprile. La stessa indagine lampo ha invece evidenziato un solo caso collegato alla variante indiana del virus, che sta dilagando nel Paese asiatico.

La variante GB, emerge dallo studio, è dunque in crescita rispetto alla prevalenza dell’86,7% della precedente indagine relativa al 18 marzo. Ha valori oscillanti tra le singole regioni tra il 77,8% e il 100%. Per la variante ‘brasiliana’ (P.1) la prevalenza emersa con l’ultima indagine è invece pari al 4,5% (0%-18,3%, mentre era il 4,0% nella scorsa survey del 18 marzo). Al 15 aprile scorso, le altre varianti monitorate in Italia sono invece risultate sotto lo 0,5%, con un singolo caso della cosiddetta variante indiana (B.1.617.2) rilevato in Veneto e 11 di quella nigeriana (B.1.525).

L’indagine sulle varianti in Italia

La nuova indagine rapida – condotta da Iss e ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler – integra le attività di monitoraggio di routine, e non contiene quindi tutti i casi di varianti rilevate ma solo quelle relative alla giornata presa in considerazione. Per l’indagine l’Iss ha chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/Province autonome e complessivamente 113 laboratori, per un totale di 2.000 campioni.

La situazione richiede, avvertono Iss e ministero, un attento monitoraggio e misure adeguate. Infatti, nel contesto italiano in cui la vaccinazione “sta procedendo ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti – si legge nell’indagine – la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate”. Inoltre, mentre la variante inglese ha ormai la predominanza, particolare attenzione – si rileva – si riserva alla variante brasiliana, la cui prevalenza rimane pressoché invariata rispetto alle precedenti indagini”.

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