“Avete sempre fatto il c…o che vi pare, anche prima del Covid”: il video dello scontro tra Vauro e il sindaco di Corleone “furbetto del vaccino” a Non è l’Arena

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“Avete sempre fatto il c…o che vi pare, anche prima del Covid”: Vauro ieri a Non è l’Arena è andato all’attacco del sindaco di Corleone Niccolò Nicolosi, accusato di aver saltato la fila per farsi vaccinare prima degli altri. Il sindaco aveva presentato le sue dimissioni qualche tempo fa dopo che la vicenda era finita sui giornali. Ma poi le ha ritirate.

“Avete sempre fatto il c…o che vi pare, anche prima del Covid”: lo scontro tra Vauro e il sindaco di Corleone

“Non mi meraviglia più di tanto”, dice Vauro a Nicolosi. “Avete sempre fatto il ca… che vi pare, anche prima del Covid”, aggiunge. “Lei ha fatto un giro delle sette chiese… pur di fare il sindaco è andato ovunque”. Il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi ha deciso di ritirare le dimissioni che aveva presentato lo scorso 8 marzo, a seguito della vicenda del vaccino anti Covid a cui si era sottoposto a gennaio insieme ad alcuni membri della giunta pur non essendo inseriti negli elenchi. La scelta del primo cittadino arriva dopo la firma da parte dei capigruppo consiliari di un documento in cui “lo invitano a continuare senza remore il percorso intrapreso”. L’intero Consiglio comunale aveva già chiesto il ritiro delle dimissioni all’unanimità. Nei giorni scorsi una busta con minacce e un proiettile era stata indirizzata a Nicolosi che aveva ricevuto numerosi attestati di solidarietà.

“Perché non mi cercano per vaccinarmi? Io sono pro-vax”, dice Vauro. “Niente, non mi fanno fare nemmeno l’AstraZeneca”, conclude. “Ho fatto il vaccino in modo consapevole – aveva detto Nicolosi -. Non tanto per tutelare la salute, quanto perché preoccupato, se infettato, di dovere trascurare per un tempo non breve l’attività amministrativa. In un momento in cui i molteplici impegni, derivanti anche dalla diffusione del virus, oltre che da tutte le altre attività che si stanno portando avanti. Le attività imponevano una presenza costante sul campo, cosa che ha consentito non solo di fronteggiare con prontezza l’emergenza. Ma nel contempo di ottenere cospicui finanziamenti per risolvere annose questioni legate alle infrastrutture, al decoro urbano, agli impianti sportivi, alla illuminazione pubblica. E tanto altro di cui si è dato conto al Consiglio comunale e alla città. Quindi mi sono vaccinato non per beneficiare di un privilegio, quanto per il dovere che ho avvertito di non essere costretto ad abbandonare il posto in trincea, dove stanno sempre tutti i sindaci”.