Vertice fuffa a Bruxelles: non c’è nulla da decidere

L'ennesimo vertice a Bruxelles di ieri non aveva nulla da decidere. Dalla Groenlandia all'Ucraina l'Ue non tocca palla

Vertice fuffa a Bruxelles: non c’è nulla da decidere

Per avere la portata di quanto l’ennesimo Consiglio europeo straordinario di ieri, iniziato a tarda serata, sia stato inutile basta considerare un fatto. Il summit era stato convocato d’urgenza per predisporsi ad attivare dal 7 febbraio agli Usa contro dazi per 93 miliardi di euro, già pronti dall’epoca del primo grande scontro commerciale l’anno scorso e sospesi fino al 6 febbraio dopo l’accordo raggiunto a fine luglio. Una decisione che avrebbe dovuto essere presa alla luce delle minacce di Donald Trump di imporre nuovi dazi ai Paesi europei che avevano “osato” mandare truppe militari in Groenlandia. Ma questa motivazione è caduta perché il presidente americano ha fatto retromarcia.

Vertice fuffa a Bruxelles: non c’è nulla da decidere

“Restiamo vigili”, ma ora è emerso che “quando l’Europa reagisce in modo unito, utilizzando gli strumenti di cui dispone, e quando afferma di essere minacciata, è in grado di farsi rispettare, ed è una cosa molto positiva”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al summit europeo a Bruxelles, facendo intendere che la retromarcia di Trump è merito dell’Europa. Un concetto ribadito dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. Ma le cose non stanno affatto così. La questione è stata demandata a Usa, Groenlandia/Danimarca e Nato. La Ue in quanto tale non parteciperà alla discussione e non parteciperanno (almeno direttamente) neppure i leader nazionali.

L’ingratitudine di Zelensky verso l’Europa

Sull’Ucraina i leader europei devono prendere atto dell’ingratitudine di Volodymyr Zelensky che ha praticamente detto loro che non contano niente e che l’Europa di Ursula von der Leyen – che ieri ha superato la quarta mozione di sfiducia ma è sempre più azzoppata – non è nemmeno un soggetto politico ma un’accozzaglia di Stati divisi e persi davanti a Trump. Peraltro oggi dai negoziati trilaterali (Usa-Ucraina-Russia) sul piano di pace per l’Ucraina la Ue come al solito è esclusa.

Trump minaccia l’Ue sui titoli di Stato Usa

L’Europa deve fronteggiare comunque, disinnescata la mina della Groenlandia, un’altra minaccia di Trump. Ci sarà una “grande ritorsione se l’Europa vende asset statunitensi come i titoli di stato”, ha detto il tycoon. “Noi abbiamo tutte le carte in mano”, ha aggiunto. L’Italia di Giorgia Meloni come al solito si metterà a capo delle colombe, con Berlino, che all’opposto di Paesi come la Francia spingono per mantenere buoni rapporti con Washington.

Le opposizioni in pressing su Meloni perché riferisca in Aula

Intanto in Italia le opposizioni tornano a chiedere che la premier riferisca in Parlamento sulla situazione della Groenlandia e dei rapporti tra Europa e Usa. Le forze di minoranza – dopo aver chiesto senza successo comunicazioni antecedenti al Consiglio Ue – chiedono ora che almeno la premier riferisca in Aula dopo lo svolgimento del vertice.

“Il governo non può sottrarsi a un lavoro di rafforzamento dell’Unione europea cosa che, invece, il governo sembra non fare, anche per le proprie divisioni interne. E’ la ragione per la quale la presidente del Consiglio ha scelto – dal nostro punto di vista, con un errore politico clamoroso – di non venire in Aula a raccogliere gli indirizzi e a comunicare la posizione che avrebbe assunto in sede europea. E’ stato uno schiaffo al Parlamento. Chiediamo, però, che a questo punto la premier venga a riferire degli esiti di questo vertice informale”, ha detto Piero De Luca del Pd.

Anche Angelo Bonelli si è associato alla richiesta: “Il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra chiede che la presidente Meloni venga in Parlamento a comunicare non solo gli esiti del Consiglio straordinario, ma anche qual è la politica estera”. Idem il M5S. “C’è Trump che minaccia, c’è Rutte che tratta e Giorgia Meloni si finge morta e manda avanti tre ministri che dicono cose totalmente diverse. Mentre gli altri decidono le sorti del nostro Paese, dell’Europa e del mondo, lei fa la spettatrice, al massimo la cronista che va da Vespa a dirci che va tutto bene”, ha detto la 5S Chiara Appendino.