Vigilanza Rai, le opposizioni non arretrano: nessun nome ai presidenti delle Camere. M5S avverte: “No al golpe parlamentare”

I consiglieri Di Majo, Di Pietro e Natale chiedono all'Ad Rossi di recuperare i 10 milioni sottratti all'azienda dall'ultima legge di Bilancio

Vigilanza Rai, le opposizioni non arretrano: nessun nome ai presidenti delle Camere. M5S avverte: “No al golpe parlamentare”

Non ci pensiamo neanche. È la risposta data ieri dalle opposizioni alla richiesta dei presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, di indicare entro oggi i nuovi componenti della commissione di Vigilanza Rai. Pd, M5S, Avs e Italia Viva hanno infatti confermato la linea scelta dopo le dimissioni di massa della scorsa settimana: nessun parlamentare verrà indicato per ricostituire l’organismo.

Una decisione che rischia di aprire un nuovo scontro istituzionale. Anche perché l’odine di scuderia è che, qualora i nuovi componenti venissero nominati d’ufficio, gli interessati dovrebbero dimettersi nuovamente. Un modo per ribadire che la protesta non era simbolica, ma politica.

La rottura risale al 2 luglio, quando la presidente della Vigilanza, la senatrice del M5S Barbara Floridia, insieme a tutti i commissari delle opposizioni, rassegnò le dimissioni denunciando la “paralisi imposta dalla maggioranza”. Un gesto senza precedenti, seguito poche ore dopo dalle dimissioni anche dei componenti del centrodestra, seppure con motivazioni diametralmente opposte. Da allora la Commissione è di fatto azzerata.

M5s: “No al golpe parlamentare”

“La maggioranza ha bloccato la Vigilanza Rai per quasi due anni. Ora qualsiasi accelerazione sarebbe strumentale”, attaccano i capigruppo M5s, Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi. Per i pentastellati le dimissioni restano “un atto di denuncia” contro quella che Floridia ha definito “una violenza istituzionale mai registrata nella storia della Repubblica”. Da qui il rifiuto di indicare nuovi nomi e l’accusa alla destra di voler “occupare anche la Vigilanza Rai a un anno dalle elezioni”, replicando, sostengono, quanto avvenuto con la Commissione Covid. “Saremmo di fronte a un golpe parlamentare”, affermano.

Dal Pd niente dichiarazioni ufficiali, ma filtra “stupore” per quella che viene definita una gestione “puramente burocratica” della vicenda da parte dei presidenti delle Camere.

Sul fronte della maggioranza, invece, Forza Italia replica parlando di “dittatura della minoranza”. La capogruppo al Senato Stefania Craxi conferma i componenti azzurri e accusa le opposizioni di continuare a paralizzare le istituzioni: “Non si capisce quale sia il punto di caduta di questa strategia”.

Intanto la Rai resta al centro di un altro fronte di scontro. I tre consiglieri d’amministrazione delle minoranze – Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale – hanno chiesto all’Ad Giampaolo Rossi di attivarsi per recuperare i 10 milioni di euro sottratti all’azienda dall’ultima legge di Bilancio, anche valutando un ricorso alla Corte costituzionale.