Il vino di Vespa più buono del vino di D’Alema. Il direttore del Tg2 incorona il collega di Porta a Porta. Da domani su Raidue Marcello Masi come Veronelli

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I giornalisti e il vino. Un connubio perfetto. In genere però i primi preferiscono degustare il nettare degli dei, non produrlo o massacrarsi la schiena con la vendemmia. Tuttavia, qualche eccezione c’è. Bruno Vespa ad esempio. Produce, assieme ai figli, Primitivo e Negramaro, a Manduria, Futura 14 è il nome dell’azienda. Tra i politici doc (è proprio il caso di dirlo) tra i produttori di vino troviamo Massimo D’Alema. Ma qual è il vino più buono? Quello di Vespa e quello di D’Alema? “Vince Vespa”, sentenzia senza dubbi il direttore del Tg2, Marcello Masi, che aggiunge: “Sono due ottimi vini. Il mio giudizio è soltanto una questione di gusto. Preferisco il Primitivo di Bruno al Pinot Nero di Massimo”.

I SIGNORI DEL VINO
Vi chiederete perché proprio a Marcello Masi abbiamo chiesto un giudizio. Semplice, il direttore del Tg2, assieme al suo vice Rocco Tolfa, sarà in onda da domani con il programma I signori del vino (Rai2, ore 23:45). “Siamo due appassionati, due dilettanti curiosi che hanno sempre invidiato il lavoro di grandi maestri come Soldati e Veronelli – spiega Masi – Con i loro reportage sul vino hanno raccontato il nostro Paese in maniera originale e poetica”. Il programma di Rai2 – dicono a Viale Mazzini – è un viaggio alla scoperta dell’Italia del vino per raccontare le storie di passione, fatica, cultura e tradizione custodite dai più grandi produttori vinicoli italiani.
“Tutti gli italiani devono condividere la soddisfazione di sapere quante eccellenze produce l’Italia”, sottolinea Masi. I signori del vino si articola su dieci puntate. In ognuna protagonista sarà una regione (Piemonte, Sicilia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto e Abruzzo).

ESPERTI
Masi è Master sommelier onorario Ais. Anche Tolfa nel 2012 ha conseguito il diploma di sommelier. Come nasce la loro passione per il vino? “Dalle grotte di una vecchia osteria – dice Masi – Ricordo l’odore del vino quando da ragazzino venivo mandato a prendere una bottiglia per il pranzo della domenica. Quell’odore ha segnato la mia infanzia”. Tolfa invece conserva è un ricordo legato alla campagna, quando accompagnava i nonni alla vendemmia, per poi restare estasiato dall’inconfondibile profumo del mosto. Il vino migliore? Un nome? “Adoro Nebbiolo e Amarone – confessa Masi – ma occhio al Nerello mascalese dell’Etna: sarà il vino del futuro”.

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