Vola Temptation Island. Finale col botto per il “viaggio nei sentimenti” di Canale 5. Trascinato da ascolti record al Sud

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In questa estate abbiamo ampiamente narrato il protagonismo dell’informazione con Stasera Italia a guida Veronica Gentili, In Onda con Telese e Parenzo, Agorà Estate con Roberto Vicaretti, i mattutini di La7 Omnibus di Flavia Fratello, Coffee Break di Andrea Pancani e L’aria che tira Estate di Francesco Magnani e, ancora, Unomattina Estate con Alessandro Baracchini e Barbara Capponi e La vita in diretta Estate con Marcello Masi e Andrea Delogu. Ma c’è un secondo caso che va assolutamente evidenziato ed è quello di Temptation Island, in onda in prime time su Canale 5 e che proprio ieri sera ha visto andare in onda la puntata finale della sua ottava edizione. Un reality prodotto dalla Fascino di Maria de Filippi che sta macinando ascolti e che, a nostro avviso, è un piccolo saggio di sociologia che dovrebbe insegnare a tutti come trattare il pubblico televisivo. Intanto diciamo che il format nasce originariamente in Olanda col titolo Blind Vertrouwen (Fede cieca, ndr), prodotto da quella stessa Endemol che creò il Grande Fratello. Maria e il suo staff lo hanno però riadattato sapientemente, italianizzandolo e cucendolo addosso alla mentalità mediterranea. Un po’ riecheggia l’immaginario birichino di Uomini e Donne: l’uomo inteso come maschio è spesso al centro della narrazione e tutto il resto ruota intorno a lui, sia in studio che in esterna. Ma la genialità di Maria non sta tanto nel saper fare molto bene i programmi, bensì nel leggere la realtà dal punto di vista antropologico e saperla riprodurre secondo un codice televisivo. A nostro avviso non c’è nessuna celebrazione del “macho”. Al contrario, la descrizione dei protagonisti è spesso ironica, dissacratoria, ne evidenzia contraddizioni e debolezze. Il programma è divertente e gradevole perché spesso si traduce nel tipico schema della commedia all’italiana, “alla Totò e Peppino” se vogliamo, ricco di equivoci e doppi sensi. Tutti noi facciamo battute e abbiamo i nostri lati ‘pop’ ma non veniamo giudicati solo per quelli, ci sono molti altri aspetti caratteriali che ci definiscono. Questo deve valere anche per le storie di Temptation”. Secondo OmnicomMediaGroup, il Sud dà la spinta più vigorosa agli ascolti della trasmissione condotta da Filippo Bisciglia, guidato appunto dalla Campania, dove lo share raggiunge il 34,2%, e dalla Calabria, di poco sotto col 33,9%. Bene comunque anche il Centro-Nord, con la Lombardia che registra il 20%. In generale, le puntate di quest’anno hanno mantenuto un’audience sempre abbondantemente superiore ai 3 milioni e mezzo di spettatori con share oltre il 21%, col picco del 24% martedì 28 luglio. La De Filippi ha capito la vera natura di Mediaset, che presidia il Nord ma batte la Rai solo facendo il pieno al Centro-Sud. E gli autori tengono legittimamente conto di questo dato scegliendo molti protagonisti che arrivano da Campania, Sicilia, Calabria, Puglia. Personaggi poi proiettati da Maria nell’immaginario collettivo come Pietro Taricone, ciociaro ma casertano di adozione, ma poi anche Salvo Veneziano, siciliano, o Emma Marrone e Alessandra Amoroso, entrambe pugliesi. Maria ha un profondo rispetto per il proprio pubblico, lei è la negazione dello snobismo e dai suoi contenitori è difficile che giudizi ingenerosi verso il popolo meridionale non vengano stigmatizzati per quello che sono: stupido snobismo radical chic. E i risultati si vedono. Maria è un elemento forte dell’unita nazionale. Quando disse “Salvini non lo inviterei ad Amici” spiegò benissimo la sua Weltanschauung: unire, non dividere. Dovrebbe essere presa a modello da tutti, soprattutto dalla politica: quella ipersovranista che fa sentire il 50% dei cittadini di serie b con continui attacchi e la reiterazione stucchevole di pregiudizi e quella di sinistra che bolla gli spettacoli pop come radical chic e cheap, umiliando il proprio elettorato.

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