Zelensky prima incassa e poi insulta l’Europa: “Persa e divisa, manca di volontà”

Zelensky prima incassa e poi insulta l’Europa: “Persa e divisa, manca di volontà”. Oggi i colloqui trilaterali: Usa, Russia e Ucraina

Zelensky prima incassa e poi insulta l’Europa: “Persa e divisa, manca di volontà”

Perfettamente in linea con Donald Trump. L’attacco del leader ucraino da Davos all’Europa non è da meno per durezza degli attacchi sferrati dal presidente americano al Vecchio Continente. Volodymyr Zelensky, dopo aver incontrato Trump e aver annunciato per oggi colloqui – trilaterali – coi russi e gli americani negli Emirati, inizia il suo discorso paragonando la situazione in Ucraina al film “Il giorno della Marmotta”.

“Nessuno vorrebbe vivere così, ripetendo la stessa cosa per settimane, mesi e, naturalmente, quattro anni – ha affermato – È esattamente così che ci piace vivere adesso. Ed è la nostra vita. Proprio l’anno scorso, qui a Davos, ho concluso il mio discorso con le parole: l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno e nulla è cambiato. Siamo ancora in una situazione in cui devo dire le stesse parole”. E non è finita. Zelensky ha accusato i Paesi europei di essere “divisi” e “persi di fronte a Trump”. E ancora. “L’Europa resta un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze”, ha affermato il leader ucraino, sottolineando come troppo spesso “gli europei si rivoltino gli uni contro gli altri”.

Zelensky prima incassa e poi insulta l’Europa: “Persa e divisa, manca di volontà”

Un atteggiamento che, secondo il presidente ucraino, si traduce in infinite discussioni interne e in non detti che impediscono al continente di unirsi e di parlare con sufficiente franchezza per individuare soluzioni concrete. “Troppo spesso leader, partiti, movimenti e comunità si combattono a vicenda, invece di unirsi per fermare la Russia”, ha aggiunto il leader ucraino.

Secondo Zelensky, l’Unione europea avrebbe tutte le carte in regola per essere una “grande potenza”, tuttavia oggi “sembra ancora più una questione di geografia, storia, tradizione, non una vera forza politica”. Tracciando un parallelismo tra l’immobilismo di Bruxelles e il pragmatismo di Washington, il leader ucraino ha avvertito che l’Europa non dovrebbe “degradarsi” con “ruoli secondari”, non quando esiste la possibilità di diventare insieme una grande potenza.

Nuovo affondo di Zelensky: “Contro Putin l’Europa manca di unità”

Per riuscirci, ha sottolineato, servono armi e intraprendenza: senza questi due elementi, in un mondo in rapido cambiamento, nessuno potrà garantire la sicurezza del Vecchio Continente, nemmeno l’Alleanza Atlantica. Zelensky deplora la mancanza di “volontà politica” dell’Ue nei confronti di Putin. Ringrazia l’Europa per aver congelato i beni russi ma afferma che “quando è arrivato il momento” di utilizzare tali beni per aiutare a difendere l’Ucraina, la decisione è stata “bloccata”. Inoltre dichiara che non ci sono stati “veri progressi” sull’istituzione di un tribunale per l’aggressione russa. “E’ una questione di tempo o di volontà politica”, si chiede.

“L’Europa sembra persa nel tentativo di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare. Ma lui non cambierà”. E “non ascolterà questo tipo di Europa”. Noi ucraini “abbiamo detto più volte ai nostri partner europei: agite ora”. Ma l’Europa “rimane ancora in modalità Groenlandia”, è il giudizio del leader di Kiev. “Ci viene detto di non menzionare i Tomahawk per non guastare l’umore agli americani. Ci dicono di non parlare dei missili Taurus”.

“L’Europa non sia solo un’insalata di piccole e medie potenze”

In Europa “ci sono discussioni infinite, omissioni, rivalità interne che impediscono di unirsi e parlare con sincerità, per trovare soluzioni reali”. Ma “non dobbiamo accettare che l’Europa sia solo un’insalata di piccole e medie potenze, condita con i nemici dell’Europa stessa”, ha esortato Zelensky.

L’ingratitudine di Zelensky

Meno di dieci giorni fa, il 14 gennaio, la Commissione Ue ha adottato il pacchetto legislativo che dà il via al prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina per il biennio 2026-2027. Un segnale politico forte, rivendicato apertamente dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen: “Tutti vogliamo la pace per l’Ucraina e per questo deve essere in una posizione di forza. Con il nuovo prestito ci assicuriamo che possa rafforzare la sua difesa sul campo di battaglia e mantenere in funzione lo Stato e i servizi di base”.

Il bilaterale di un’ora con l’omologo americano è stato “positivo”, ha spiegato il leader di Kiev ai cronisti. La partita sulle sospirate garanzie di sicurezza statunitensi per scongiurare in futuro una nuova aggressione russa è stata conclusa e manca solo la firma sulle carte. Resta invece il nodo dei territori: “Non ne abbiamo discusso”, ha affermato il tycoon dopo il bilaterale con Zelensky a Davos, mentre gli inviati Usa Witkoff e Kushner sono volati a Mosca per incontrare Vladimir Putin e ascoltare l’altra campana del negoziato.