Zelensky: “Resistiamo da 50 giorni, la Russia ce ne dava cinque”. Mosca minaccia altri attacchi su Kiev

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Il presidente ucraino Volodimyr Zelensky ha sottolineato la capacità del suo popolo di resistere alla guerra iniziata dalla Russia. Nel frattempo, Mosca sta minacciando di compiere nuovi e feroci attacchi contro Kiev.

Zelensky: “Resistiamo da 50 giorni, la Russia ce ne dava cinque”

In occasione del suo ultimo discorso alla Nazione citato dal quotidiano The Guardian, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso alcune considerazioni rispetto alla guerra, scaturita a seguito dell’invasione russa cominciata lo scorso 24 febbraio.

Nel 50esimo giorno vissuto all’insegna del conflitto russo-ucraino, Zelensky si è rivolto al suo popolo, affermando: “Abbiamo già resistito 50 giorni. 50 giorni di invasione russa, anche se gli occupanti ci avevano dato un massimo di cinque”.

Nel suo discorso alla Nazione, poi, il presidente ha proseguito, ribadendo: “Cinquanta giorni della nostra difesa sono un risultato. Un risultato di milioni di ucraini. Durante i 50 giorni di questa guerra, l’Ucraina è diventata un eroe per tutto il mondo libero. Per coloro che hanno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Per coloro che non sono avvelenati dalla propaganda”.

Russia contro Zelensky: Mosca minaccia altri attacchi su Kiev

Dal Cremlino, intanto, arrivano nuove minacce che preannunciano imminenti attacchi contro Kiev. Le minacce russe seguono il bombardamento dell’incrociatore Moskva, rivendicato dal Governo ucraino, che ha causato l’affondamento della nave ammiraglia della flotta di Mosca nella serata di giovedì 14 aprile.

A proposito dell’incremento dell’offensiva contro Kiev, la Federazione Russa ha annunciato che il numero e l’entità dei raid missilistici sugli obiettivi presenti entro i confini della capitale ucraina aumenteranno in proporzione rispetto ai bombardamenti compiuti dalle forze ucraine in territorio russo. La decisione è stata comunicata dal Ministero della Difesa di Mosca.

In questo contesto, nella mattinata di venerdì 15 aprile, il Ministero della Difesa russo ha notificato che le forze nazionali hanno colpito e gravemente danneggiato una fabbrica di armi situata nelle vicinanze di Kiev.

Cremlino rivendica il possesso dell’acciaieria a Mariupol: l’appello dei militari ucraini

Sempre il Ministero della Difesa russo, poi, ha asserito che le truppe che fanno capo al Cremlino hanno preso il controllo dell’Ilych Steel Plant, acciaieria della città portuale ucraina Mariupol presso la quale si stavano tenendo durissimi scontri da alcuni giorni.

A proposito della presa dell’acciaieria, il comandante della 36/a brigata della Marina ucraina, il maggiore Serhiy Volyna, ha lanciato un appello alle autorità chiedendo di “sbloccare Mariupol il prima possibile, militarmente o politicamente”.

In un’intervista rilasciata all’Ukrainska Pravda, il maggiore ha dichiarato: “Da questa mattina sono in corso feroci combattimenti, i russi avanzano in modo aggressivo, la situazione è critica. Non abbiamo intenzione di arrenderci, ma la situazione sta precipitando”.