Ieri Donald Trump doveva evidentemente essere molto ben disposto verso il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Nessuno ha dimenticato il durissimo scontro nello Studio Ovale della Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti e quello dell’Ucraina andato in onda un anno prima. Trump aveva accusato Zelensky di “mettersi in una pessima posizione” e di “star giocando con la Terza guerra mondiale”. “Dovete essere riconoscenti”, aveva poi urlato e aveva attaccato: “Non hai carte in mano” nel negoziato con la Russia. A margine del vertice Nato di Ankara i due, ieri, si sono rivisti. Trump ha riservato parole di elogio a Zelensky.
Zelensky torna all’incasso: licenza per i Patriot da Trump e 140 miliardi dalla Nato
“È un grande onore essere con il presidente Zelensky. Abbiamo parlato per un po’ e ogni tanto parliamo al telefono. Abbiamo avuto una grande conversazione l’altro giorno, credo, molto positiva. E penso che abbiamo alcune storie molto buone da raccontare, su quello che sta succedendo. Lui vuole vedere un accordo, e penso che il presidente Putin voglia vedere un accordo. E di solito questo significa un accordo, ma chissà, questa è una cosa difficile”. Sui social lo stesso Zelensky è parso molto soddisfatto dell’esito dell’incontro con Trump. Su X ha pubblicato una foto dell’incontro corredato dalla frase “insieme possiamo fare grandi cose”.
Il doppio successo di Zelensky: i Patriot dagli Usa…
Soprattutto Zelensky ha portato a casa un grande successo: “Un uccellino mi ha detto che daremo all’Ucraina i diritti per produrre i missili Patriot”, ha detto Trump. “Daremo a Zelensky la licenza per produrre i Patriot, così non si potrà più lamentare che non gliene diamo abbastanza. Gli ho detto: ‘fateveli da soli’”. Non solo. Gli Stati Uniti sono pronti ad acquistare droni prodotti dall’Ucraina. “Potremmo comprare i loro droni – ha detto Trump -. Noi produciamo droni, produciamo ottimi droni, ma loro hanno la capacità di produrne moltissimi. È incredibile che, in una situazione di guerra, li costruiscano nei seminterrati, ovunque abbiano un piccolo rifugio, o anche se non ne hanno uno”. Trump ha aggiunto che l’Ucraina è particolarmente ben posizionata nella produzione di armamenti grazie alle competenze della sua forza lavoro, osservando che proprio per questo sarebbe in grado anche di produrre i sistemi Patriot su licenza statunitense, a differenza della maggior parte degli altri Paesi.
…e i 140 miliardi dagli Alleati
Ma non è l’unico successo che Zelensky porta a casa. La Russia rappresenta “una minaccia a lungo termine” per la sicurezza euro-atlantica e l’Ucraina “contribuisce alla sicurezza transatlantica” e gli Alleati sono uniti nel loro incrollabile sostegno a Kiev nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale, si legge nella dichiarazione finale del vertice di Ankara. Gli Alleati sottolineano che il sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile nel lungo periodo e per il 2026 s’impegnano a fornire 70 miliardi di euro in equipaggiamento militare, assistenza e addestramento e ribadiscono il loro impegno sovrano a mantenere livelli almeno equivalenti nel 2027.