Per Donald Trump il cessate il fuoco con l’Iran è terminato. E gli Stati Uniti lo dimostrano anche con i fatti, tornando ad attaccare il sud dell’Iran. Nella notte è arrivata anche la risposta di Teheran, con il lancio di droni e missili sulle basi statunitensi in Bahrein e Kuwait.
Le esplosioni in Iran hanno riguardato Bandar Abbas e Sirik, nella zona dello Stretto di Hormuz, e la costa occidentale. Si parla di attacchi anche a Konarak e Chabahar. Il Comando centrale degli Stati Uniti sostiene di aver colpito circa 90 obiettivi militari iraniani, tra cui sistemi di difesa aerea, infrastrutture, depositi di missili e altro ancora. Sono almeno tre le persone rimane uccise nell’Iran occidentale.
Gli Usa attaccano, l’Iran minaccia sullo Stretto di Hormuz
Gli attacchi statunitensi hanno portato anche a un’altra conseguenze, ovvero il blocco, quasi completo, del traffico nello Stretto di Hormuz. Già ieri sono transitati soltanto 14 navi mercantili, ovvero il numero più basso dal Memorandum tra Usa e Iran del 16 giugno.
Per Donald Trump l’Iran “vuole fare un accordo”, dice il presidente sostenendo che Teheran “ha chiamato poco fa”. Il tycoon ha ribadito che gli attacchi delle ultime due notti sono una “rappresaglia per i bombardamenti di navi da parte dell’Iran”, ovvero le tre imbarcazioni colpite nello Stretto di Hormuz.
Negli attacchi, gli Stati Uniti hanno colpito due ponti ferroviari nel nord-est dell’Iran: raid che hanno portato a sospendere la circolazione dei treni sulla linea Teheran-Mashhad. Proprio a Mashhad verrà sepolto nella giornata di oggi il corpo dell’ex guida suprema Khamenei e secondo l’Iran gli attacchi Usa puntano proprio a oscurare la cerimonia funebre dell’ex leader.
La tensione rimane alta soprattutto per la situazione nello Stretto di Hormuz, tanto che il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore per Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sottolineato che lo Stretto “si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane: “L”America – continua – non ha ancora imparato che l’arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Provate e ne pagherete le conseguenze”.
I contrattacchi iraniani hanno preso di mira le basi statunitensi in Bahrein e Kuwait, con la minaccia di estendere gli attacchi anche ad altre basi. Nella notte sono state udite diverse esplosioni in Bahrein, mentre le difese aeree del Kuwait hanno intercettato “attacchi missilistici di droni nemici”.