Zingaretti linciato per l’asse con il M5S. Ma molti dem rivalutano Conte. Parla Gasbarra: “Pure Bonaccini riconosce il valore dell’ex premier”

Zingaretti Conte Gasbarra Conte
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Bonaccini finalmente riconosce il valore politico di Conte. Lo definisce addirittura un turbo-ecologista e invita il Pd a non isolarsi e a stabilire alleanze per vincere contro la destra. Ma non erano queste le opinioni di Franceschini, di Bettini e Zingaretti, per tanti mesi attaccate dai cosiddetti liberali e ‘puri riformisti’ all’interno del Pd?”. Così Enrico Gasbarra, della direzione nazionale del Nazareno.

Gasbarra, cosa intende dire?
“Semplicemente che sono contento che nel partito quello che era considerato un tema divisivo comincia a essere patrimonio diffuso. Si paventavano rischi di sottomissione e subalternità del Pd”.

Di quale tema sta parlando?
“Dell’idea di costruire un grande campo progressista attorno all’esperienza che c’è stata nel governo Conte II. Un campo largo che comprenda non solo Pd, M5S e Leu ma anche forze progressiste civiche, gruppi che abbiano sensibilità ecologiste. Un’area che rappresenti una grande coalizione alternativa alla destra e che si coaguli attorno alla personalità e all’esperienza di Conte”.

Non sono possibili altri scenari?
“Credo sia l’unico campo possibile, nel quale una grande forza politica come il Pd non può che immergersi con i Cinque Stelle, con Leu e con, ripeto, tutta una parte che ruota attorno alla politica: il mondo delle associazioni, l’universo civico. è un po’ l’esperienza che Zingaretti aveva lanciato con l’idea della ‘Piazza grande’. Una piazza in cui si devono trovare quelli che sui fondamentali sono uniti. Conte ha dimostrato possibilità e capacità di essere federatore di questa partita”.

Qualche giorno fa Letta e Conte si sono incontrati. Si va verso il progetto da lei auspicato?
“Enrico per sua formazione personale ha questa capacità di allargare e costruire grandi coalizioni. Sta impostando un lavoro straordinario. L’incontro con Conte è il presupposto per costruire una grande alleanza. Che, attenzione, non sia di singoli pezzi come avviene per le forze di centrodestra che si mettono assieme solo per ragioni di potere e poi la pensano in maniera diversa su mille cose. Non si possono immaginare percorsi alternativi di riformismi, centrismi e via dicendo”.

In quest’area c’è spazio per i renziani?
“Per carità si è convertito Salvini che è diventato europeista dunque tutto può succedere. Ma mi pare che Iv abbia uno scenario in testa diverso. Non mi sembra che l’azione portata avanti fino adesso, e soprattutto l’azione che ha portato alla caduta del governo Conte, vada nella direzione che le ho descritto. Ciò non toglie che lo schieramento che ho immaginato debba anche parlare ai moderati e a quelle forze del centrodestra che soffrono la presenza di Salvini”.

Dunque Letta si sta muovendo in continuità con Zingaretti?
“Non vedo altre linee possibili. Il Pd è chiamato a cambiare forme di partecipazione, a rinnovarsi, a darsi una nuova spinta. Il gesto forte di Nicola c’è stato per spingere il partito avanti e Letta lo sta raccogliendo”.

Dopo Marcucci nel ruolo di capogruppo al Senato arriva Malpezzi anche lei di Base Riformista. Non c’è stata grande discontinuità…
“Mi auguro che anche alla Camera arrivi una donna. E’ un segnale importante. Sono convinto che Malpezzi farà bene. I gruppi parlamentari sono dotati di una loro autonomia. E’ importante che siano in linea con il segretario”.

Tra Conte e Draghi c’è discontinuità?
“Il governo Draghi sta facendo un lavoro in emergenza. Ma è sulla stessa linea del governo Conte. Continua la strategia della tutela della salute, con il mantenimento dei colori, delle chiusure quando necessario, dei ristori o sostegni. A conferma che il governo precedente stava lavorando bene. Conte ha saputo guidare il Paese con onore, disciplina, intelligenza e cuore”.

Leggi anche: L’asse con i Cinque Stelle manda in tilt il Pd. Mezzo Nazareno in rivolta: no all’intergruppo. Zingaretti prova a resistere: “Serve un’alleanza vincente”