Mentre alla Rai si attendono ancora le nomine dei nuovi direttori e superdirettori, previste dal piano industriale a cui ha dato il via libera giร da settimane il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e annunciate dallโAd Fabrizio Salini (nella foto) tre mesi fa, ieri il Cda dellโazienda non ha neppure approvato la policy sui social. Tutto da rifare. Polemiche per lโintervista di Monica Maggioni al presidente siriano Bashar Al-Assad ma ancora nessuna riposta: รจ stata richiesta una ricostruzione scritta. Altra grana la questione del concorso Rai (3.722 candidati) per la selezione di 90 giornalisti da assegnare alla Testata giornalistica regionale.
Eโ infatti attesa a giorni la decisione del Tribunale del lavoro di Roma chiamato a pronunciarsi su due diversi ricorsi cautelari presentati dal โComitato per lโInformazione pubblicaโ formato da piรน di 100 giornalisti risultati idonei alla selezione Rai 2015 che reclamano un diritto di precedenza nellโassunzione. Nel secondo ricorso evidenziano invece lโillegittimitร del bando chiedendone lโannullamento previa sospensione cautelare. Il fatto singolare, di cui il consigliere eletto dai dipendenti Riccardo Laganร ha chiesto conto ai vertici dellโazienda pubblica, รจ che nellโudienza del 4 dicembre scorso gli avvocati della Rai non si sono costituiti in giudizio.
Unโassenza, a quanto pare, causata da un errore di notifica del secondo ricorso a Viale Mazzini. Ancora una volta dunque i vertici si sono โincartatiโ sulle decisioni da prendere e ciรฒ risulta particolarmente singolare, per usare un eufemismo: Salini rispetto ai suoi predecessori che erano Direttori generali e non Ad, gode di pieni poteri. Invece, anche sul fronte della gestione del prodotto, la Rai vive da mesi un empasse che rappresenta un unicum nella storia dellโazienda. Mai si era verificato he un Ad si assumesse lโinterim di una rete โ Rai2 nella fattispecie โ che peraltro versa in una temibile crisi di identitร e di ascolti.
Finita spesso in termini di share sotto Rai3 e Italia 1, insidiata da Rete4 e talvolta battuta da La7, Carlo Freccero lascia una rete โin cerca dโautoreโ a cui di sicuro non hanno giovato gli ultimi innesti. Mercoledรฌ scorso Michele Santoro con il suo Volare dedicato al fenomeno Trap รจ stato un flop (appena 289.000 spettatori e il 2.7% di share) e non molto meglio รจ andata con Petrolio, il programma di Duilio Giammaria approdato in prima serata venerdรฌ che ha raggiunto 648.000 spettatori pari al 3.3% di share. Evidentemente il โpubblico giovaneโ che dovrebbe essere il target a cui la rete si rivolge, come annunciato dallo stesso Salini, non gradisce prodotti informativi che percepisce non in linea con un linguaggio ed uno stile allโaltezza delle aspettative.
Aspettative disattese anche per lโAmmiraglia Rai ma pare che lโAd non voglia rimuovere Teresa De Santis, approfittando delle imminenti festivitร per rinviare tutto a gennaio, magari subito dopo le elezioni in Emilia-Romagna. Giusto per vedere come va. Del resto De Santis รจ giร in quota Carroccio quindi, nel caso in cui dovesse restare al suo posto, Rai2 non potrebbe andare alla Lega, che spinge per avere Marcello Ciannamea. Fatto sta che, oltre a mantenere Rai1, giร detiene il Tg2 e il TgR con Alessandro Casarin (da sempre fidatissimo del Carroccio) alla direzione di una struttura di 1200 giornalisti dislocati su tutto il territorio nazionale. Per finire, puรฒ contare anche sulla direzione di RaiSport affidata ad Auro Bulbarelli, in quota Lega come Luca Mazzร a capo del Giornale Radio Rai e Radio 1. Una Rai leghista a tutti gli effetti e a Salini va bene cosรฌ, evidentemente.