Caso Roggero, parla il giudice Sabella: “Ha avuto il minimo del minimo, ma ormai molti nel Paese confondono legittima difesa con diritto di vendetta”

Parla il giudice Alfonso Sabella: "Dobbiamo sempre ricordarci che la vita di un essere umano vale sempre più di un Rolex..."

Caso Roggero, parla il giudice Sabella: “Ha avuto il minimo del minimo, ma ormai molti nel Paese confondono legittima difesa con diritto di vendetta”

Giudice Alfonso Sabella, nel caso di Mario Roggero, stiamo mettendo in carcere un innocente?
“La risposta è troppo facile… Stiamo mettendo in carcere una persona che è stata condannata con sentenza definitiva per duplice omicidio, un tentato omicidio e porto d’armi. Alla quale è stato applicato il minimo, del minimo, del minimo, della pena. Basti pensare che il minimo per il reato di omicidio è 21 anni! Qui con l’attenuante della provocazione gli hanno dato 14 anni; un’altra ulteriore riduzione gliel’hanno data per le attenuanti generiche; 3 anni appena per il secondo omicidio in continuazione; un anno  per il tentato omicidio, sempre in continuazione e 3 mesi appena per il posto d’armi in continuazione. Quindi siamo davanti a una pendenza che è il minimo possibile. E le dirà di più…”.

Prego…
“Se Roggero avesse avuto un atteggiamento un pochino diverso da quello che ha avuto durante il processo, probabilmente avrebbe avuto anche un annetto in meno!”.

E quindi come si spiega queste grida allo scandalo e questa corsa della politica a raccogliere le firme?
“Credo che ci sia una grande confusione nel Paese tra quella che è la legittima difesa, che è prevista dalla legge, e diritto di vendetta. Posso poter essere d’accordo sul piano umano che una persona ha il diritto di vendicarsi, però questo significa strappare la Costituzione. Legittimarlo, significa rinnegare tutte le convenzioni internazionali che abbiamo sottoscritto, riuscire a ricusare la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, abbandonare i principi di ragionevolezza e di uguaglianza… Ma sinceramente non credo che ci siano le condizioni per arrivare a questo! Roggero ha consapevolmente tolto la vita a due persone e ha provato a toglierla a una terza. In questo Paese ci si deve rendere conto che la vita di un essere umano vale sempre più di un Rolex, anche quando il Rolex è mio e la vita appartiene a quello che ha cercato di rubarmelo… Almeno fino a quando abbiamo questa Costituzione e questa collocazione nel sistema internazionale. Se poi vogliamo tornare alla legge del taglione o al Far West, questo spetterà alla politica deciderlo”.

Ma non le fa un po’ paura questa ondata di solidarietà per il gioielliere?
“Certo che mi fa paura, nella misura in cui si pensa di sostituire le regole di una giustizia amministrata dallo Stato con una giustizia privata!”.

E cosa ne pensa del Guardasigilli che ha avviato subito l’iter per la grazia?
“Ho trovato assolutamente disgradevole e incredibile questo tirare per la giacca il Presidente della Repubblica, su una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato, su cui nessuno ha il diritto di mettere bocca!”.

Ma è singolare anche la Presidente del Consiglio che scrive sui social “Non dobbiamo risarcire le famiglie dei ladri”…?
“Io non so se il Roggero sia stato difeso bene o male – non entro nel merito, anche se l’aver perseguito a tutti i costi la strada della difesa legittima qualche perplessità la pone, soprattutto a fronte di quei video che erano assolutamente inequivocabili – però una riflessione la voglio fare: il Roggero ha subito un danno rilevante da parte dei rapinatori soprattutto sul piano morale, ma ha chiesto il risarcimento alle famiglie dei rapinatori? Perché se avesse chiesto il risarcimento, avrebbe potuto portare in compensazione il danno ricevuto da lui, con quello che è stato costretto a pagare per aver privato due esseri umani della vita”.

In realtà la premier ha appena licenziato una norma sui risarcimenti contenuta nel nuovo ddl Sicurezza, se la riteneva fondamentale, perché non ha fatto un decreto?
“Ma per fortuna non l’ha fatto. Ho provato disperatamente a trovare questo ddl, ma non l’ho trovata ancora. È una disposizione difficilissima da scrivere, perché rischia di mettere in difficoltà le persone offese nei casi di maltrattamenti: pensi a una donna che viene picchiata per anni e, magari, una sola volta, reagisce e colpisce il compagno violento, che le denuncia. In quel caso rischia una condanna e da lì scatterebbe la nuova legge… Insomma devono scriverla bene al ministero, solo che fino a oggi di grandi giuristi lì non ne ho visti…”.

Giudizio tranchant…
“In questo Paese c’è uno scadimento verticale della qualità normativa. Vuol sapere il paradosso? Diciamo che i ladri non vanno ammazzati – giustamente – ma noi magistrati non possiamo agire nei confronti dei ladri che vengono arrestati. Perché tutti i ladri che non fanno borseggio di telefoni cellulari o di carte di credito o di beni di rilevante valore, possono avvalersi della cosiddetta “condotta riparatoria”, e quindi avere la non punibilità. Grazie alla riforma Cartabia, si è creato questo loop terribile, per cui se ti beccano col sorcio in bocca, basta pagare 200 euro alla vittima, ed esci. Io ormai, quando faccio i giudizi per direttissima, lo dico subito ai Pm: per i furti, non mi chiedete misure cautelari, perché io non le do. Non spendo soldi dello Stato per misure che devo revocare il giorno dopo. Però su questo non intervengo e non si capisce perché!”.