Cinque anni di chiacchiere: sui portaborse solo promesse. Per gli assistenti dei deputati resta un Far West

Cinque anni di chiacchiere: sui portaborse solo promesse. Per gli assistenti dei deputati resta un Far West

Repetita iuvant, ma non dalle parti di Camera e Senato. Dove su certe cose i nostri onorevoli proprio non ci vogliono sentire. Come per esempio il tema della regolamentazione dei collaboratori parlamentari. Cosรฌ, dopo la bufera scoppiata due mesi fa, quandoย Le Ieneย pizzicarono il deputatoย Mario Carusoย di Democrazia Solidale-Centro Democratico che non pagava la sua assistente, e lโ€™impegno bipartisan di mettere fine a uno scandalo che va avanti da anni (โ€œDobbiamo cogliere lโ€™attimo e portare a casa la riforma dei contratti dei collaboratori parlamentari in questo scorcio di legislaturaโ€, si impegnรฒ la presidente della Cameraย Laura Boldrini), tutto รจ sembrato sgonfiarsi come una bolla di sapone. Adesso perรฒ, con la legislatura ormai ai titoli di coda, le Camere provano a tirare fuori un inaspettato sussulto dโ€™orgoglio. Tanto che domani il tema potrebbe essere fra quelli allโ€™ordine del giorno dellโ€™Ufficio di presidenza di Montecitorio.

Carta canta โ€“ Dove si รจ iniziato a discutere unโ€™eventuale proposta di regolamentazione che sarร  sottoposta allโ€™Aicp, lโ€™Associazione dei collaboratori parlamentari presieduta daย Valentina Tonti. Secondo indiscrezioni raccolte daย La Notiziaย lโ€™idea sarebbe quella di impegnare 6 milioni di euro allโ€™anno per pagare i contributi dei portaborse. E se da una parte gli assistenti di deputati e senatori aspettano come una manna uno straccio di regole, pena dover ricominciare da capo la discussione nel 2018, dallโ€™altra il malcelato timore รจ di ritrovarsi di fronte a un โ€œprendere o lasciareโ€ che pregiudicherebbe la possibilitร  di arrivare a qualcosa di piรน di un volantino da sbandierare in campagna elettorale dai partiti. Non solo. Una volta messa nero su bianco, la proposta dovrร  essere condivisa e discussa dai Questori e dai gruppi parlamentari prima di essere votata proprio in Ufficio di presidenza. Piรน che un rischio, quindi, quello di un rinvio alle calende greche sembra una certezza.

Malloppo salvo โ€“ Tramite lโ€™Aicp, da tempo gli interessati hanno messo sul tavolo una serie di proposte che ricalcano le norme in vigore sia a Bruxelles sia negli altri Paesi Ue. Niente di trascendentale, se non fossimo in Italia: assunzione da parte delle istituzioni (stop quindi aย co.co.co,ย co.co.pro, finti stage, partite Iva e soprattutto al โ€œneroโ€), contributi previdenziali, ferie, permessi, malattia, maternitร  e tredicesima. Il che permetterebbe loro di guadagnare piรน dei 1.000-1.200 euro netti al mese che percepiscono di media oggi, anche se i meno fortunati sono costretti a barcamenarsi fra due-tre onorevoli per arrivare a fine mese. Il tutto mentre ogni parlamentare riceve mensilmente una somma da destinare loro: 4.180 euro i senatori e 3.690 i deputati.

Aspetta e spera โ€“ Non solo. Perchรฉ se รจ vero che al peggio non cโ€™รจ mai fine, รจ altrettanto vero che nel Palazzo ci sono 4 proposte di legge sul tema, presentate fra il 24 maggio e il 24 settembre 2014. Piรน di tre anni fa quindi. Tutte, manco a dirlo, ferme al palo. Una di queste porta la firma diย Marco Baldassarre, deputato ex Movimento 5 Stelle oggi nel gruppo di Alternativa Libera. โ€œLa palla adesso รจ nelle mani dei Questori della Camera ma, nonostante tutto quello che รจ successo, come ha puntualmente raccontato la stampa, non hanno fatto nullaโ€, sottolinea con tono caustico Baldassarre aย La Notizia. โ€œAnche in questa legislatura si รจ persa unโ€™occasione e a pagare saranno sempre i lavoratoriโ€.ย ร‡a va sans dire.

Twitter: @GiorgioVelardi