Alla fine dovremo tenerci il Rosatellum. La discussa legge elettorale approvata un anno fa nella precedente legislatura dalla maggioranza di Centrosinistra (con il voto favorevole di Lega, FI e dei verdiniani di Ala) e duramente osteggiata dai Cinque Stelle.
SCELTA OBBLIGATA – Il contratto di Governo, del resto, non fa cenno al superamento del sistema vigente. Che, quindi, sarร mantenuto ma con una modifica โtecnicaโ per renderlo compatibile con la โdrastica riduzione del numero dei parlamentariโ, chiaramente menzionata, invece, nel programma M5S-Lega. Il disegno di legge costituzionale presentato dalla maggioranza, infatti, prevede un taglio dei seggi da 945 a 600 (da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori). E, qualora approvato, renderebbe inapplicabile il Rosatellum alla nuova composizione di Camera e Senato.
Per metterci una toppa, รจ stato predisposto un ddl, giร allโesame della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, a prima firma del vice capogruppo vicario M5S, Gianluca Perilli, e cofirmato dal presidente dei senatori del Movimento, Stefano Patuanelli, e, per la Lega, dal vice presidente del Senato, Roberto Calderoli. Per โrendere neutra, rispetto al numero dei parlamentari fissato in Costituzione, la normativa elettorale per le Camereโ. Obiettivo impossibile nella stesura vigente della legge elettorale che richiama espressamente il numero dei seggi e dei collegi, assegnati in parte con il sistema maggioritario (232 su 630 alla Camera e 116 su 315 al Senato) e per la parte restante con quello proporzionale. A differenza, ad esempio, di quanto accadeva col vecchio Mattarellum del 1993 che faceva, invece, riferimento โad una percentualeโ: 75% maggioritario e 25% proporzionale.
Con il ddl M5S-Lega si torna, in sostanza, ad unโimpostazione che preveda, โlโindicazione di una frazione del numero totale dei deputati e dei senatoriโ, si legge nella relazione che precede il disegno di legge. โAffinchรฉ la legge elettorale divenga flessibile rispetto alla variabile del numero dei parlamentari fissato in Costituzioneโ. Insomma, โle modifiche mantengono inalterato il sistema elettorale vigenteโ. Ma, โanzichรฉ riferirsi a numeri fissiโ, rinviano al dato risultante dallโapplicazione del โrapporto frazionarioโ: il 36,5% con il sistema maggioritario (collegi uninominali) e il 63,5% con quello proporzionale (plurinominali).
BOCCONE AMARO –ย โUn adempimento tecnico, necessario per approvare la riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari da 945 a 600โ, e che rappresenta โlโobiettivo politico su cui ci stiamo concentrandoโ, chiariscono, sentiti da La Notizia, Perilli e il relatore Vincenzo Garruti. โIntroduciamo il rapporto fra il numero dei collegi uninominali e il totale dei parlamentari riportato in Costituzione, in modo da avere una legge sempre applicabile, anche con un diverso numero di eletti – proseguono -. Altrimenti, una volta approvata la riforma costituzionale, ci troveremmo col Presidente della Repubblica privato del potere di sciogliere le Camere, a causa di un vuoto normativoโ. E concludono: โUna vera riforma del Rosatellum รจ fondamentale ma in questo momento dobbiamo dare prioritร al sostegno a cittadini, pensionati e imprese, a combattere corruzione e illegalitร , a ridare sobrietร e trasparenza alle istituzioni. Cโรจ tempo per farla con largo anticipo rispetto alle prossime elezioni politicheโ. Per adesso non rimane che turarsi il naso.