L'Editoriale

Cose da pazzi. Report vince e la Rai soffre

Si scrive par condicio, ma si legge censura. Lโ€™ultimo schiaffo alla libertร  di stampa in questo Paese arriva dai consiglieri di amministrazione Rai in quota Lega e Fratelli dโ€™Italia, Igor Di Biasio e Giampaolo Rossi. Palese espressione della politica nel servizio pubblico, ieri hanno preso di mira la trasmissione Report per aver svelato le nuove inquietanti ombre sul caso Salvini-Savoini a pochi giorni dalle elezioni in Umbria.

Ora, poichรฉ in Italia ogni quindici giorni si vota da qualche parte, se si prendesse per buona lโ€™obiezione dei due consiglieri Rai il giornalismo potrebbe chiudere baracca e burattini, e lasciar spazio a qualche innocuo varietร . Dโ€™altronde un poโ€™ di coscette in vista o qualche vicenda strappalacrime in genere fanno piรน audience delle faticose inchieste sulle stanze del potere. Un flop che invece non cโ€™รจ stato nel caso di Report, dove anzi si sono contati oltre due milioni di spettatori.

Per questo dal Cda di Viale Mazzini cโ€™era da aspettarsi un plauso e non una sortita che non fa onore ai consiglieri auto-degradatisi ad ascari del Carroccio. Purtroppo pure nel servizio pubblico il diritto allโ€™informazione vive una stagione infelice, tra crisi dellโ€™editoria classica e fake news sulla rete. Non siamo allโ€™editto bulgaro di Berlusconi o agli anni della spartizione delle testate tra Dc, Pci e socialisti, ma di passi avanti non ne abbiamo fatti molti, se รจ vero che da un quarto di secolo Vespa ha il monopolio dellโ€™intrattenimento politico su Rai1, mentre su tutte le reti i Tg ci offrono i piรน indigesti pastoni parlamentari, stranendosi se poi gli ascoltatori cambiano ristorante.