Europei di nuoto, l’Italia chiude con un tris d’oro. Gli azzurri portano a casa 22 medaglie e il terzo posto nel ranking finale

dalla Redazione
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L’Italnuoto saluta gli Europei di Glasgow da regina: ancora tre ori nell’ultima giornata al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow e la consapevolezza che, in chiave Tokyo2020, il movimento azzurro è più forte che mai. La corsia numero otto evidentemente porta fortuna agli azzurri e, dopo il terzo posto da “ripescato” di Federico Burdisso nei 200 farfalla, aiuta a riscrivere una pagina di storia del nuoto italiano. Piero Codia sorprende tutti i suoi avversari, ed è strepitoso oro con il record italiano di 50″64. Il 28enne triestino, tesserato per CC Aniene, vice campione europeo in vasca corta, autore della storica doppietta a Copenaghen insieme al vincitore Matteo Rivolta, passa in 23″42 e ritorna in 27″22 mandando in frantumi il 51″09 nuotato ai Mondiali di Budapest 2017 e il record dei campionati (precedente 50”86 di Laszlo Cseh). Un trionfo storico per il nuoto italiano che nella specialità aveva collezionato solo il bronzo di Rivolta a Debrecen 2012. “Non me l’aspettavo proprio – afferma Codia, allenato a Roma da Alessandro D’Alessandro – Pensavo di arrivare terzo, al massimo secondo ma sono andato ben oltre. Il tempo è grandioso non me l’aspettavo molto: ho migliorato mezzo secondo. Voglio ringraziare il mio allenatore e la mia famiglia che spesso ci credono più di me in quello che faccio. Dopo la semifinale (52”02) non ero arrabbiato, ho pensato a mantenere la calma”. Gioia incontenibile per il delfinista giuliano: “Sono emozionatissimo perchè quest’oro è un sogno, non ho altre parole in questo momento”. Una sola medaglia, conquistata dall’emiliana Lorenza Vigarani, bronzo iridato a Roma 1992 e argento a Sheffield nel 1993, poi basta. Margherita Panziera finalmente aggiorna un’altra pagina del nuoto italiano, rimasta ferma a venticinque anni fa, scrivendone una ancora più bella e trionfa, anzi domina i 200 dorso, diventando la prima donna italiana a scendere sotto i 2’07”. La 23enne di Montebelluna, tesserata per Fiamme Oro e CC Aniene e seguita da Gianluca Belfiore, compie un capolavoro e vola in 2’06″18 (1’01″93) che sbriciola il record italiano di 2’07″16 che ha stabilito al Sette Colli e il primato dei campionati, datato Atene 1991, di 2’06″62 della fuoriclasse magiara Krisztina Egerszegi. “Aspettavo questa gara da mesi ed è stato bellissimo – racconta l’azzurra, che studia e si allena a Roma, già sesta nei 100 e di bronzo con la 4×100 mista mixed – Sapevo che potevo fare bene; avere delle avversarie così competitive a fianco mi ha indotto a nuotare questo tempo, senza calcoli. Forse potevo essere ancora più veloce nel primo cinquanta”. Poi Panziera, che quest’anno è salita sul gradino più alto del podio ai Giochi del Mediterraneo sia nei 100 che nei 200 dorso, volge lo sguardo all’immediato futuro: “Adesso un po’ di meritata vacanza e poi con Gianluca prepareremo la prossima stagione e si tornerà a pedalare”. Non doveva essere la sua gara, o meglio era quella preparata meno e alla quale si era iscritta quasi per vezzo. Solo che lei è una fuoriclasse cui in questo momento riesce tutto. Simona Quadarella conclude un europeo fantascientifico con l’oro nei 400 stile libero, dopo aver sbaragliato la concorrenza negli 800 e nei 1500. La 19enne di Roma, bronzo mondiale a Budapest 2017 e alle Universiadi di Taipei negli 800 e nei 1500, tocca in 4’03″35, primato personale che abbassa di oltre due secondi il 4’05″68 siglato per il titolo ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona dove si impose anche negli 800. All’arrivo la romana, tesserata per Fiamme Rosse e CC Aniene, è incredula, come il suo allenatore Christian Minotti: “L’obiettivo dei 400 alla vigilia era il podio, al massimo – afferma Quadarella, che sale al secondo posto tra le performer italiane, scavalcando Diletta Carli (4’05″49) – L’oro significa che non ho limiti adesso e che ne ho superati molti qui a Glasgow: in passato avevo problemi a interpretare i 400. Il tempo è straordinario non pensavo di poter nuotare un 4’03” dopo una settimana molto dura fisicamente e mentalmente”. La campionessa romana guarda già oltre e apre a nuovi scenari. “In futuro mi piacerebbe riuscire a fare un buon 200 stile libero, credo di aver trovato la chiave giusta anche per interpretare le distanze più corte”. Andrea Vergani non delude le aspettative ed è magnifico bronzo nei 50 stile libero. Il 21enne milanese, tesserato per Canottieri Vittorino da Feltre, si prende la medaglia in 21″68, dopo aver nuotato il primato italiano di 21″37 in semifinale e che aveva cancellato il 21″64 siglato da Marco Orsi, e abbassando notevolmente il primato personale di 21″70 nuotato agli assoluti di Riccione per il titolo; oro al britannico Benjamin Proud, bronzo europeo e mondiale e argento europeo nei 50 farfalla, in 21″34 e argento al greco Kristian Gkolomeev in 21″44. “Il tempo non mi è piaciuto molto, ho commesso anche un errore in partenza – racconta Vergani, allenato da Gianluca Caspani – Il terzo posto va benissimo per essere il mio primo europeo: al prossimo proverò a fare meglio. I 50 sono una gara mentale, fatta di dettagli che spesso hanno la meglio sulla condizione fisica”. Doveva essere l’europeo della definitiva consacrazione e così è stato. Arianna Castiglioni ci ha preso il gusto e, dopo il bronzo nei 100 rana (1’06″54) come a Berlino 2014, si concede un meraviglioso bis nei 50. La 19enne di Busto Arsizio, che aveva stampato in batteria il record italiano di 30″33 (30″40 in semifinale) eguagliando il precedente siglato ai mondiali di Budapest, tocca in 30″41 che vale comunque la quarta prestazione personale di sempre. Davanti a tutte la russa Yulia Efimova, sempre sul podio iridato nella breve distanza dal 2009, in 29″81 ed unica a scende sotto il muro dei 30″, e argento alla britannica Ymogen Clark in 30″34. “Sapevo che sarebbe stato più complicato andare a medaglia nei 50 piuttosto che nei 100 – spiega Castiglioni, tesserata per Fiamme Gialle e Team Insubrika e allenata dal tecnico federale – La tensione è molto più alta perchè non si può sbagliare mai nulla”. Chiude sesta Martina Carraro (Fiamme Azzurre/NC Azzurra 91) in 31″11. Finale amara, invece, per la staffetta azzurra 4×100 mista femminile: Zofkova, Castiglioni, Di Liddo e Pellegrini chiudono quarte in 3’57″00, in una gara vinta dalla Russia con il nuovo record dei campionati(3’54″22). L’Italia torna a casa, dopo le 43 gare del programma europeo, con un totale di 22 medaglie (6 ori, 5 argenti, 11 bronzi) ed il terzo posto nel ranking, alle spalle solo di Russia e Gran Bretagna.
(ITALPRESS)