Gadget da custodire a peso d’oro. La Rai spende così 273mila euro. Bando per il servizio di magazzinaggio. A essere conservati pure orologi da polso e carte da gioco

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Mamma Rai, si sa, ha sempre un regalo per tutti. Che sia un premio o più modestamente un gadget. Ma, a quanto pare, sono talmente tanti, talmente numerosi, talmente ingombranti che si rende necessario indire un bando pubblico per prendere un magazzino, garantire un servizio di vigilanza 24 ore su 24 ore e predisporre eventuale trasporto in tutt’Italia. Il tutto, nonostante operai interni e strutture in giro per lo Stivale, alla modica cifra di 273mila euro da spendere comodamente nei prossimi tre anni. Basta leggere la documentazione del bando relativo al “servizio di magazzinaggio gadget e premi e di gestione vincitori dei concorsi a premio”, pubblicato in questi giorni da Viale Mazzini.

Ovviamente quello che cerca l’azienda presieduta da Marcello Foa non è un magazzino qualunque, ma uno spazio di 400 metri quadri (che potrà arrivare addirittura a 600 se lo spazio non dovesse bastare), aperto dal lunedì al venerdì dalle 8,30 fino alle 18,30. Ma – attenzione – con una vigilanza 24 ore su 24. Ma non è tutto. Perché, si legge ancora nella documentazione, “i locali dovranno, inoltre, essere dotati di tutte le attrezzature specifiche” per garantire – com’è scritto proprio nella documentazione ufficiale – “un servizio a regola d’arte”. Interessante e simpatica specifica considerando che parliamo di un atto pubblico.

A questo punto, però, andiamo a vedere quale mercanzia dovrà essere conservata e tutelata. Nel capitolato l’elenco è fitto. “A titolo esemplificativo, ma non esaustivo” parliamo innanzitutto di oggetti di cancelleria (dalle penne alle agende) e piccola oggettistica come sveglie, radioline e carte da gioco. Non si dimentichi, però, cappellini, magliette, ombrelli e felpe (immaginiamo, a questo punto, con tanto di logo della Rai). Ma non è tutto. Nel magazzino finiranno anche “orologi da polso di vari modelli”, pelletteria e valigeria (rigida e morbida). E ancora: libri, cd, dvd. Finanche “giocattoli vari”.

E poi piccoli elettrodomestici (forni microonde, tostapane, macchine del caffè, scope elettriche, ecc.), grandi elettrodomestici (frigocongelatori, lavatrici, ecc.), tablet, radio, macchine fotografiche e “Tv – tutte le dimensioni”. Tutti, immaginiamo, premi da consegnare ai vincitori dei vari programmi della Rai. Come anche smartphone e strumenti di telefonia. A chiudere il lungo elenco di oggetti da conservare non potevano mancare anche cornici, centri tavola e gli immancabili cesti con tanto di prodotti alimentari (pasta, olio, vino).

Una marea di roba, dunque, che non potrà trovarsi a qualsiasi distanza, ma ad un massimo di 90 minuti di distanza da Viale Mazzini. Ovviamente, poi, la ditta vincitrice dovrà farsi carico anche dell’imballaggio di eventuali premi e della consegna in tutt’Italia (con tanto, giustamente, di “indennità di trasferta per consegne effettuate in un arco temporale superiore a 10 ore lavorative con percorrenza superiore a Km 200 dal Grande Raccordo Anulare”), che non è cosa da poco considerando che il numero medio dei vincitori, ai quali viene spedita la lettera di conferma di vincita, è di 1.500 l’anno circa e che tra questi circa 300 l’anno potrebbero essere interessati ad una consegna dedicata di premi. Resta però la domanda: era davvero inevitabile un bando per avere un magazzino nonostante il patrimonio anche immobiliare di mamma Rai?