I diritti umani sono un optional. Il presidente francese denuncia 40 casi di violazioni. Ma poi firma accordi con Al Sisi

Macron ha incontrato oggi al Cairo il presidente Abdel Fattah Al Sisi

Due correnti di pensiero distanti anni luce. Da una parte quella dellโ€™Italia, ai ferri corti con lโ€™Egitto per la mancata collaborazione del Governo guidato dal presidente Abdel Fattah Al Sisi sul caso dellโ€™omicidio del ricercatore Giulio Regeni (per il quale pesanti sospetti portano dritto ai servizi segreti de Il Cairo). Talmente corti che, lo scorso novembre, il presidente della Camera Roberto Fico ha deciso addirittura di interrompere i rapporti tra i Parlamenti dei due Paesi finchรฉ non si accerterร  la veritร  sul barbaro delitto. Dallโ€™altra, invece, cโ€™รจ lโ€™opposta visione della Francia che, sotto la presidenza di Emmanuel Macron, non si รจ fatta grossi scrupoli a chiudere nuovi accordi commerciali con uno Stato in cui, sotto la guida di un dittatore conclamato, i diritti umani sono un optional. E lo ha fatto, per di piรน, riconoscendo pubblicamente le sistematiche violazioni delle libertร  fondamentali ad opera di Al Sisi.

Uno spettacolo degno del miglior Kafka, andato in scena oggi proprio a Il Cairo. Dove Macron si รจ presentato alla conferenza stampa congiunta con il presidente egiziano, sbandierando una lista con โ€œi casi piรน importantiโ€ di diritti umani violati in Egitto. Sottolineando che โ€œblogger e attivisti in prigioneโ€, non offrono certo โ€œuna buona immagine di un Paese amicoโ€. Non solo. Macron ha aggiunto che Al Sisi โ€œsta ancora valutandoโ€ la lista e per la risposta ci vorrร  tempo. Ma โ€œnon posso fare come se nulla fosseโ€, ha insisto Monsieur le President. Una premessa alla quale, perรฒ, ci si sarebbe aspettati una conclusione ben diversa. Come, magari, subordinare la firma degli accordi tra Francia ed Egitto alla risposta de Il Cairo.

E invece no. Le intese – circa 40 accordi e protocolli dโ€™intesa per un importo complessivo di 1,6 miliardi di euro – sono giร  stati sottoscritti. Almeno 32 relativi ai settori dei trasporti, della sanitร , della protezione sociale, delle telecomunicazioni, dellโ€™imprenditoria, delle piccole e medie imprese, dellโ€™industria automobilistica e dellโ€™empowerment femminile. Tra gli altri otto accordi, alla cui firma hanno assistito direttamente Macron e al Sisi, spicca, invece, il prestito da 336 milioni di euro per finanziare la quarta fase della terza linea metropolitana del Cairo. In totale lโ€™Agenzia di sviluppo francese (Afd) stanzierร  circa 400 milioni di euro tra prestiti e sovvenzioni.

Ma non finisce qui. Mentre lโ€™Italia prosegue il suo braccio di ferro con Il Cairo sul caso Regeni, da Parigi arriva pure unโ€™altra singolare iniziativa che suona come un vero e proprio atto di sfida nei confronti di Roma. La Francia sta agendo โ€œdi concertoโ€ con lโ€™Egitto in Libia con il duplice obbiettivo di sostenere la lotta al terrorismo del generale Khalifa Haftar e agevolare una โ€œriconciliazione nazionaleโ€. Unโ€™azione peraltro giร  iniziata. โ€œLavoriamo insieme, da diversi mesi – ha aggiunto Macron -. Il dialogo stretto ci ha permesso di convergere e, soprattutto, di agire di concerto sul terrenoโ€. Con due obiettivi: โ€œIl primo รจ la lotta contro il terrorismo e il sostegno a tutti gli attori libici che lottano efficacemente contro il terrorismo nel loro paese – ha assicurato Macron -.

Il secondo รจ la riconciliazione nazionale, la sola che permetterร  di assicurare la stabilitร  necessariaโ€. Insomma, la Francia si allea con un dittatore contro il terrorismo. Schierandosi in Libia con Haftar, alter ego e antagonista di Fayez al-Serraj. Capo del Governo di Tripoli da sempre interlocutore privilegiato dellโ€™Italia in Libia. Se non รจ una dichiarazione di guerra (diplomatica) poco ci manca.