Il Tg4 toglie la voce a Mattarella. Il Capo dello Stato mai in onda nell’arco di un mese. E Mediaset “tendenza Cav” taglia anche Salvini

di Antonello Di Lella
Tv e Media

Sergio Mattarella sarà pure di poche parole, ma non tanto quanto sono autorizzati a pensare gli spettatori del Tg4. Per loro il Capo dello Stato è praticamente muto. Perché in tutte le edizioni del mese di giugno del tiggì non è stata ripresa neanche una dichiarazione del Presidente della Repubblica. Niente discorsi, né interviste o interventi. I microfoni del Tg4 per lui sono rimasti chiusi. Come anche per il presidente del Senato, Pietro Grasso. Gli unici spazi che hanno trovato, come evidenzia il monitoraggio mensile realizzato dall’Agcom, è stato senza parlare direttamente. Dal 1 al 30 giugno  nel Tg4 si è parlato di Mattarella per un minuto e 29 secondi (tempo di notizia) e per soli 21 secondi di Grasso. Prima e seconda carica dello Stato, però, non sono rimasti certo senza proferire parola. Soprattutto Mattarella che negli altri telegiornali ha avuto il suo spazio.

La forza delle immagini – Quello di giugno è stato il mese della riscossa per Forza Italia. Numerose sono state le vittorie alle Comunali per il centrodestra. Un mese nevralgico in cui, dati alla mano, Silvio Berlusconi è tornato alla carica con le sue televisioni. Soprattutto su Rete4 e Italia1. Sia al Tg4 che a Studio Aperto, i rispettivi tiggì di rete, la presenza degli azzurri è stata strabordante rispetto alla concorrenza: il 43% sul primo e il 45% sul secondo. Quasi la metà dello spazio complessivo, con le briciole per i competitor. Maggior equilibrio, invece, nel Tg5 diretto da Clemente Mimun, dove è stata comunque Forza Italia la forza politica con il maggior spazio. Per il Pd minutaggio inferiore rispetto a quello ottenuto sulle reti dell’emittente di Stato. Ma niente di così clamoroso. Ciò che balza agli occhi, scorrendo le tabelle Agcom, è che il Carroccio, potenziale maggior alleato di Berlusconi, sulle reti del Cav ha trovato meno spazio (termini in valore percentuale) rispetto a quelle Rai e di La7. Sarà solo un caso? Certo è che il partito di Matteo Salvini, almeno a livello di minutaggio, sembra essere stato penalizzato dal Biscione. D’altronde nel centrodestra c’è tutta una lotta per la conquista della leadership in vista delle politiche.
Il tiggì più grillino nello scorso mese è stato quello di Enrico Mentana. Proprio su La7 il divario di spazio tra Pd e Cinque Stelle è stato ridotto rispetto che altrove con soli due punti percentuale di vantaggio per gli esponenti dem. L’unica costante per tutti i tiggì, a prescindere dalla rete, è la politica strabordante. Basti pensare che il 70-75% di ogni edizione è occupata da temi che riguardano il mondo politico con i suoi personaggi. Per gli altri temi soltanto passaggi veloci, quasi impercettibili.