La casta non molla la Rai. Forza Italia e Pd mettono il naso su tutto. Rinviata l’audizione in Vigilanza di Salini e Foa. “Piano industriale incompleto”. Ma non è vero

di Carmine Gazzanni
Tv e Media

Tutto rinviato. L’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini e il presidente Marcello Foa non sono stati auditi oggi in commissione Vigilanza, come invece era stato previsto. Se ne parlerà martedì prossimo, 19 marzo. Al centro della diatriba finisce ancora una volta il piano industriale approvato il 6 marzo dal Cda. La decisione di posticipare l’audizione, infatti, sarebbe stata presa perché il presidente della commissione, Alberto Barachini, riterrebbe ancora incompleto il materiale richiesto alla Rai sul piano.

Un aspetto su cui concorda anche il segretario della stessa commissione, Michele Anzaldi, che ha inviato una lettera a Barachini ringraziandolo “per essersi attivato per chiedere il rispetto della commissione, che in prima battuta aveva ricevuto dalla Rai documenti tagliati e incompleti”. E, anzi, “anche dopo l’invio dei nuovi documenti resta l’incredibile censura sul piano dell’informazione fornito alla vigilanza”. Una lettera, però, che cozza con la narrazione che arriva dai piani alti di Viale Mazzini. Secondo quanto ricostruito da La Notizia, infatti, il piano sarebbe stato consegnato interamente, nonostante l’azienda non abbia alcun obbligo in tal senso, trattandosi di un documento interno.

E, anzi, nell’ottica del “fuori i partiti dalla Rai” sarebbe anche il caso che un piano aziendale resti, per l’appunto, “aziendale”. Ma anche inizialmente il piano comunque non sarebbe stato incompleto: “Per quanto stabilito nel contratto di servizio – riferiscono fonti Rai – bisognava mandare in Vigilanza solo il piano news. Alla fine è stato mandato anche il piano industriale e tutti gli altri piani collegati per cortesia istituzionale e in spirito di piena collaborazione”.

Non si capisce allora perché dalle opposizioni in Vigilanza si sia fatta tanta polemica a riguardo. Una spiegazione arriva da alcune fonti trasversali della bicamerale che danno un’altra versione del rinvio dell’audizione: poiché il piano è decisamente corposo e poiché numerosi parlamentari sono impegnati in questo periodo nella campagna elettorale in Basilicata (si va al voto il 24 marzo), sarebbero stati gli stessi parlamentari a chiedere il rinvio dell’audizione per avere il tempo di leggere nel dettaglio il piano, “cortesemente” inviato dalla prima all’ultima pagina dal Cda.

Salini e Foa, nel frattempo, sono impegnati sul fronte che più interessa loro: l’opera di convincimento sugli interni Rai in merito alla bontà del piano. La nuova Rai sarà una “media company a 360 gradi”, sarà “digitale e tradizionale” e aspirerà ad essere punto di riferimento per le giovani generazioni, ha detto proprio ieri il presidente Rai. Un concetto che Salini ha ribadito in una lettera inviata proprio ai dipendenti della Tv pubblica. Questo è “un Piano che mette al centro i contenuti e le esigenze degli utenti. Ciò vuol dire che i protagonisti saranno le competenze e le straordinarie risorse che abbiamo dentro la Rai”, ha scritto l’ad. Vedremo martedì prossimo se anche in Vigilanza la penseranno allo stesso modo.