La rete ammiraglia affonda, allarme a Viale Mazzini. Crollo verticale dello share di Rai1. Sotto accusa i programmi di punta e l’assenza totale di innovazione

di Ginevra Landi
Tv e Media

L’inarrestabile emorragia di ascolti della rete ammiraglia della Rai è ormai conclamato e inarrestabile. Il livello di guardia è talmente superato da meritare addirittura la convocazione per oggi del consiglio di Amministrazione dell’azienda proprio per passare al setaccio le cause del calo di ascolti e mettere a fuoco possibili aggiustamenti in corso d’opera sui programmi, come richiesto dal consigliere in quota Lega Igor De Biasio. Segno che la direttrice di Rai Uno, Teresa De Santis (nella foto), indicata a suo tempo da Matteo Salvini, potrebbe non godere più della sua fiducia, evidentemente non è stata gradita la sua affannosa ricerca di nuove sponde politiche all’indomani della caduta del governo gialloverde.

Oltretutto è riuscita nel compito non facile di inimicarsi tutto l’apparato produttivo della rete, di fatto non provvedendo a dare deleghe, programmi e procure ai vicedirettori. La rete non è gestita, è allo sbando.
In generale i dati del settembre 2019, confrontati con lo stesso mese dell’anno scorso, hanno mostrato una flessione per Rai Uno pari al 2,4% in prime time e all’1,4% nelle 24 ore. La situazione più drammatica riguarda quelli che dovrebbero essere i programmi di punta e che invece si sono assestati da settimane su ascolti disastrosi: Uno Mattina (condotto da Valentina Bisti e Roberto Poletti), La Vita in diretta (con Alberto Matano e Lorella Cuccarini), La prova del cuoco (Elisa Isoardi), Vieni da me (Caterina Balivo) e Io e te di Notte (Pierluigi Diaco).

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