La sfida dei terroristi 2.0. Si infiltrano più facilmente e si muovono nella rete. Per il professor Razzante la crudeltà dei messaggi dimostra che l’Isis resta un modello attrattivo

di Mirella Molinaro
L'intervista

“La rete di terroristi usa la rete più disponibile della storia, quella di Internet”. Il professor Ranieri Razzante, direttore del Centro di ricerca su sicurezza e terrorismo, è uno dei maggiori esperti del settore. Ha letto con attenzione tutti i particolari della cattura di un terrorista egiziano a Milano.

Comunque non siamo di fronte a un allarme terrorismo anche in Italia?
“Non direi, ma la guardia non va abbassata. Le nostre forze dell’ordine e i servizi di sicurezza, nel silenzio, stanno monitorando giornalmente i comportamenti e le aree a rischio”.

Il giovane arrestato a Milano si è definito un “lupo solitario” dell’Isis. Di notte faceva le pulizie in un fast food, di giorno organizzava attentati.
“I lupi solitari a mio giudizio non esistono perché ogni azione viene compiuta con un minimo di coordinamento, con appoggio logistico – anche di parenti – e, comunque, servendosi di contatti sui social, nei quali, come dimostra anche questa indagine, i terroristi sono esperti. Credo si sia definito tale come diversivo per ridurre le possibilità di individuare i complici”.

A incastrarlo è stata una chat di gruppo tra militanti islamisti. Utilizzando le chat e i social i terroristi riescono a infiltrarsi di più?
“Le chat e i social sono sempre stati lo strumento di maggiore presa sugli aspiranti terroristi e su quelli già strutturati. Dai social partono ordini, messaggi, inni, indicazioni logistiche”.

Quindi è rimasto particolarmente colpito da questa indagine?
“Mi ha colpito il mutamento di assunzioni ricevute dai soggetti, la capacità di spostamento sul territorio, quindi di infiltrazione anonima in una realtà più difficile, poiché meno estesa di altri Stati, come quella italiana. Inoltre, la crudeltà dei messaggi e dei video utilizzati, segno che, come dico da tempo, l’Isis non è sconfitta, e il modello risulta ancora troppo attrattivo per essere sottovalutato”.

Quali strumenti ancora mancano nella lotta al terrorismo?
“Una Intelligence unica europea, così come misure uniformi di tipo legislativo a livello Ue e internazionale. Noi siamo avanti, dopo la riforma del 2015, con norme che dovrebbero forse essere da modello per l’Europa. Il tempo delle dichiarazioni di intenti è finito”.

Come pubblicato su La Notizia nei giorni scorsi, la Commissione Ue ha concesso il patrocinio a un premio dato in Italia al direttore della Tv libanese più vicina al movimento Hezbollah.
“Non conosco i particolari di questa vicenda. Ma Hezbollah è attualmente classificato come gruppo terroristico non solo dagli Usa”.

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