La tv e i suoi protagonisti visti da Klaus Davi. Immarcescibile Vespa. “Porta a Porta” si conferma star della tv. Simbolo di un Paese che non cambia

Porta a Porta si conferma di gran lunga la trasmissione più longeva e incisiva nel dibattito politico italiano, anche per l’autorevolezza del conduttore Bruno Vespa, che è riuscito in questi anni a mostrare una posizione terzista, senza schierarsi politicamente seppure aprendo il suo salotto tv solo a chi voleva lui, come fosse il padrone della prima rete della Tv pubblica. Attento a non scontentare i poteri consolidati, inesistente sulle novità emergenti nel Paese, dispone di una squadra di collaboratori prettamente mainstream e testimonia il suo essere un artista prima ancora che un giornalista spaziando sempre più ampiamente dalla preponderante politica al lifestyle e al costume.

Dietro Vespa funziona alla perfezione una squadra di ottimi autori e collaboratori come Antonella Martinelli e Maurizio Ricci, Simona Décina, Vittoriana Abate e Domenico Potestio. Così anche quest’anno il format mantiene ottimi ascolti: secondo i dati di OmnicomMediaGroup, multinazionale che fornisce dati e analisi alle più grandi aziende del mondo che pianificano pubblicità in Italia, nel periodo settembre-novembre 2019 si è assestato sul milione di spettatori, con uno share medio pari all’11%, confermandosi tra i più seguiti nella sempre agguerrita fascia della seconda serata. Ma al di là di quello che è il crudo aspetto numerico, grazie all’ormai celebre faccia a faccia televisivo tra Matteo Salvini e Matteo Renzi, in onda lo scorso 15 ottobre, ha ribadito il suo protagonismo e si è trattata dell’ennesima riprova della centralità politica di Porta a Porta come Terza Camera dello Stato.

Per la cronaca, comunque, quella puntata fu vista da quasi 4 milioni di persone con uno share altissimo del 26%. Certo, non si può dimenticare la famosa puntata dell’8 maggio 2001, “patrocinata” dal sondaggista Luigi Crespi, quando Berlusconi firmò in quello studio il suo “contratto con gli italiani. Per non parlare della telefonata in studio di Papa Giovanni Paolo II, nel 1998, in occasione dell’anniversario del suo ventesimo anno di Pontificato. Un’aura istituzionale che negli ultimi tempi si è un po’ ridotta, anche per la presenza in video di molti più talk rispetto ad allora. Tuttavia Porta a Porta rimane il battesimo del fuoco per i rappresentanti della politica che si affacciano sul grande palcoscenico e aspirano a diventare veri big. Prove ne sono i recenti interventi del premier Conte, chiamato a informare gli italiani su temi scottanti come l’Ilva o la Manovra proprio davanti alle telecamere del programma di Rai Uno.

Quali sono i punti forti che permettono al salotto di Vespa di rimanere così a lungo sulla cresta dell’onda? Dall’analisi sempre da OmnicomMediaGroup, si evince che la quota femminile davanti al teleschermo è decisamente superiore a quella maschile (60% femmine contro 40% maschi) con l’86% dell’audience che ha più di 45 anni. Da segnalare anche la spinta del pubblico laureato, che riporta dati superiori alla media in termini di share (12% circa). Nelle regioni del Centro e Sud Italia si hanno i livelli d’ascolto più elevati. Infatti Marche, Toscana e Puglia riportano dati al di sopra della media mentre Veneto e Lombardia fanno registrare ascolti inferiori rispetto alla media.

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