La tv e i suoi protagonisti visti da Klaus Davi. Sud sedotto e abbandonato. Il meridione è l’anima della Tv generalista. Che però fa di tutto per oscurarne i drammi

Il Sud è l’anima della tv generalista e le due reti guida della televisione italiana, Rai 1 e Canale 5, ne sono l’esempio più lampante. Questo è quanto risulta da un report di OmnicomMediaGroup, multinazionale che realizza dati e analisi per le più grandi aziende del mondo che pianificano pubblicità in Italia. I profili dei telespettatori delle due reti ammiraglie della Rai e di Mediaset dicono chiaramente che il Sud ha una grossa rilevanza, anche se con sfumature diverse. Per quanto riguarda Canale 5, le regioni del Mezzogiorno rappresentano quasi la metà del bacino di ascolto, circa il 44% del totale. L’audience complessiva nelle regioni del Meridione, infatti, è superiore del 39% rispetto alla media nazionale, numeri davvero imponenti.

Di fatto nella macro aerea del Sud Canale 5 raggiunge il 23% di share (media nazionale 17,1%). In particolare, le aree più significative che contribuiscono a questa concentrazione nel Meridione sono: la Sicilia , con share medio giornaliero pari al 23,9%, la Campania (23,6%), la Calabria (22,6%) e la Puglia (22,4%). Anche Rai 1 ha nelle regioni del Mezzogiorno un riscontro importante (33,7% dell’audience totale), con ascolti in media superiori del 7% rispetto a quelli nazionali. Lo share medio è del 17,8% (su una media nazionale del 17,0%), con Puglia (18,9%), Campania (18,5%), Sardegna (18,0%) e Sicilia (17,3%) a fare la parte del leone. Considerando che la situazione non cambia di molto per le altre reti, appare chiaro che se la tv gode di buona salute, nonostante l’exploit delle piattaforme digitali, è grazie soprattutto al popolo meridionale. Peccato che questa forma di “affetto” non sia altrettanto ricambiata.

Le tematiche riguardanti il Sud, infatti, purtroppo non trovano molto spazio nell’universo televisivo e, se lo trovano, ricevono spesso collocazioni marginali, specialmente nell’ambito dell’informazione. Basti pensare alle ultime elezioni regionali: la Calabria , rispetto all’Emilia Romagna, ha occupato pochissimo spazio nel dibattito televisivo, venendo trattata come un tema di serie B, benché tutte le reti principali siano viste parecchio in questa regione e con una media di ascolto superiore al trend generale. Non solo: anche i classici mali italiani come la fatiscenza delle scuole, la sanità, la criminalità organizzata, che sono comunque distribuiti in tutto il nostro Paese, quando riguardano il Sud hanno meno rilevanza nei media. Nel momento in cui però si passa ad argomenti più ‘leggeri’, vedi la ricerca di concorrenti dei quiz, personaggi di reality, protagonisti del varietà, show di cucina, ecco che riemerge magicamente la quota “sudista”.

Per fortuna ci sono piacevoli eccezioni, come ad esempio il Tg2 di Gennaro Sangiuliano (nella foto), molto attento alla Campania in primis ma anche a Calabria e Sicilia. Il TG4 di Andrea Pucci ha invece uno o più pezzi fissi nella sua principale edizione riguardanti notizie provenienti dal Meridione. Non dimentichiamo Report” che ha avuto il grande merito di sollevare la questione dei finanziamenti al Sud, o anche Striscia la Notizia, che recentemente ha trasmesso il video della conferenza stampa di Nicola Gratteri. Per non parlare di Giuseppina Paterniti e del suo TG3, in cui si parla regolarmente della lotta alle mafie ma anche delle giovani startup in ascesa.

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