La tv e i suoi protagonisti visti da Klaus Davi. TgR, presìdi di legalità. In crescita l’informazione regionale Rai. Un racconto puntuale dei territori

La Tgr ha un’immagine molto legata al territorio e di tipo localistico. E non poteva essere altrimenti visto che da oltre 40 anni i telegiornali regionali identificano e danno corposità a livello locale alle articolazioni territoriali del servizio pubblico. In passato, abbiamo già speso molte parole sull’importanza della Tgr all’interno del panorama nazionale, ma è importante ribadire il ruolo che ricopre in contesti più esposti a problematiche sociali come la criminalità organizzata: in questi frangenti l’istituzione Tgr va a rappresentare un presidio, anche fisico, della legalità.

Una funzione di interesse pubblico resa possibile, in primo luogo, grazie all’essenziale contributo di giornalisti sul campo, oggi veri punti di riferimento per le comunità locali: ricordiamo per la Calabria Riccardo Giacoia, per la Puglia Sergio de Nicola, per la Sicilia Roberto Ruvolo, supervisionato dal caporedattore Rino Cascio, uno dei massimi esperti nelle questioni di Mafia.

Quest’immagine locale della Tgr è sì vera, ma solo in parte. Oggi infatti, grazie all’avvento dello streaming, in particolare del sito di Rai Play, tutti possono vedere le varie edizioni in diretta. Inoltre, il prezioso contributo degli analisti di OmnicomMediaGroup, multinazionale che realizza dati e analisi per le più grandi aziende del mondo che pianificano pubblicità in Italia, ci permette di valutarne e misurarne l’impatto nazionale. Nell’ultimo periodo, tra dicembre 2019 e gennaio 2020, il notiziario regionale Rai raggiunge in media 2,5 milioni di telespettatori e il 16% di share nell’edizione delle 14 mentre nell’edizione delle 19:35 raggiunge, in media, 2,6 milioni di spettatori e il 12% di share, sostanzialmente in linea col periodo omologo dell’anno precedente.

Guardando alle classifiche, per quel che riguarda la penetrazione territoriale, in testa abbiamo la Liguria col 25,3% di share e la Sardegna (25,1% di share) che, nella prima edizione meridiana, registrano quindi dati superiori alla media, così come le Marche (22%) e la Calabria che realizza un’ottima performance con il 17,7%. Per l’edizione serale, altissimo il Friuli Venezia Giulia col 24,4% di share, seguito dal Trentino Alto Adige (19,6%), dalle Marche (17,5%) e dalla Liguria (17,4%). Bene anche la Toscana, che nel serale realizza un 16,1%, nonostante la folta presenza di Tv locali sul territorio.

La Lombardia primeggia per la quota d’ascolto sul totale nazionale sia nell’edizione delle 14, con una percentuale del 13,1%, sia in quella delle 19:35, con la quota del 16%. Per quanto riguarda la prima edizione, segue il Lazio (9,4%) e la Campania (8,9%); per quella serale invece seconda piazza per il Veneto (10,0%) seguito dal Piemonte (9,8%). Questi dati sono naturalmente correlati con le popolazioni delle regioni stesse e dunque sono più elevati nelle regioni con popolazione maggiore come, appunto, la Lombardia, il Lazio e la Campania e più basso in regioni meno popolate come la Basilicata o il Trentino Alto Adige.

Inoltre, dai dati emerge come nell’edizione delle 14 la quota d’ascolto di 5 regioni (Lombardia, Lazio, Campania, Veneto e Puglia) è pari a circa il 50% della quota dell’intero territorio nazionale, dato che supera il 53% nell’edizione delle 19:35 sempre dalle prime 5 regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio e Toscana).

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