La vera bufala sono le Fake news. Uno studio smonta il mito delle panzane online: comandano i siti tradizionali

di Giorgio Velardi
Tv e Media

Tanto rumore per nulla, verrebbe proprio da dire. Le famigerate fake news, espressione ormai entrata di diritto nel vocabolario dei nostri politici, pronti a rinfacciarsi a vicenda di raccontare panzane, potrebbero non avere effetti così destabilizzanti sull’opinione pubblica come la maggior parte degli attori (istituzionali e non) pensa. Per un motivo molto semplice: hanno un pubblico e un livello di engagement (ovverosia di coinvolgimento) tutto sommato limitato rispetto ai grandi player dell’informazione. A dirlo non siamo noi, ma uno studio – il primo volto a misurare la reale portata del fenomeno – realizzato da alcuni ricercatori del Reuters Institute for the Study of Journalism e Oxford University.

Gli interessati si sono concentrati sulla Francia e sul nostro Paese. Andando subito al sodo, “la disinformazione online è una questione importante, ma la nostra analisi dei dati a disposizione suggerisce che le fake news hanno un pubblico molto più limitato di quanto in genere si pensi”, ha spiegato Richard Flatcher, coautore del report. “Sia in Francia sia in Italia”, sono le conclusioni di chi ha condotto lo studio, “i siti di fake news non arrivano a generare lo stesso numero di interazioni dei media istituzionali”. Una doccia fredda per molti, a cominciare da chi, come il leader del Pd, Matteo Renzi, ha fatto di quella contro le bufale sul web una vera e propria battaglia, con la pubblicazione periodica di un report che le raccoglie.

Fake-news_grafico

“Nessuno dei siti di fake news analizzati ha fatto registrare un livello di reach media mensile superiore al 3,5% nel 2017 – c’è scritto nel report –, mentre la maggioranza non raggiunge nemmeno l’1% della popolazione sia in Francia sia in Italia. Per fare un paragone, i siti d’informazione più popolari in Francia (Le Figaro) e Italia (La Repubblica) hanno avuto una diffusione media rispettivamente del 22,3% e del 50,9%”. Ma non solo. “Il tempo totale speso sui siti di fake news ogni mese è più basso di quello speso sui siti d’informazione: i siti di fake news più popolari in Francia, ad esempio, sono stati visitati per circa 10 milioni di minuti complessivi al mese, mentre in Italia la cifra si attesta a 7,5 milioni di minuti. I lettori – viene spiegato – hanno invece trascorso una media di 178 milioni di minuti al mese sul sito di Le Monde e 443 milioni di minuti sul sito de La Repubblica”, cioè “più del totale del tempo trascorso su tutti i 20 siti di fake news di ciascun campione”.

Tuttavia, “la differenza tra siti di notizie false e siti di notizie in termini di interazioni su Facebook è meno chiara”. In Francia, “una falsa notizia ha generato una media di oltre 11 milioni di interazioni al mese, cinque volte maggiore rispetto a marchi di notizie più affermati”.

Twitter: @GiorgioVelardi

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