L’anno zero dei media italiani. Cairo: basta buttare soldi copiando giornali e tv sul web. Editori a caccia di giovani giornalisti esperti del digitale

Vuoi diventare un giornalista? Comincia a fare il galoppino in redazione. Preferisci la tv? E allora prenditi un microfono e fatti ore e ore di vox populi in giro. Tra qualche anno sarai un cronista o un conduttore. Tutta questa premessa oggi va presa ed eliminata. È giurassica. I comunicatori che hanno la strada spianata da oggi e in futuro (che negli Usa è già presente) sono i blogger e i web editor. Loro sì che trovano lavoro. Soprattutto se sono giovani. Anche un editore navigato e affermato come Urbano Cairo è stato folgorato sulla via di Damasco dopo aver partecipato all’incontro The State of media, tenutosi al Centro studi americani di Roma. “Io ho sempre ragionato così – spiega Cairo – Se devo aprire un settimanale nuovo mi occorre il più bravo direttore tra quelli che ho a disposizione. E se non ce l’ho devo prendere il più bravo sul mercato. Stesso principio per la tv. Devo mettere in palinsesto un nuovo talk, allora prendo il conduttore più bravo, come ho fatto con Floris. Ma per internet – sottolinea l’editore e patron di La7 – il discorso è totalmente diverso. Tutti coloro che hanno investito sul web hanno buttato i soldi inutilmente. Perché su internet è sbagliato riportare i modelli della carta stampata o della tv per i video. Da adesso in poi mi metterò a cercare i giovani di talento che conoscono il digitale come le loro tasche. Bisogna accelerare, siamo all’anno zero”.

GLI ESPERTI USA
“O gli editori creeranno nuovi brand, anche tagliandosi un braccio e cannibalizzando una parte di quel che già fanno, o qualcun altro lo farà al posto loro”. Queste le parole choc di Justin Smith, ceo di Bloomberg che ha sottolineato come “negli Stati Uniti i giovani giornalisti di talento preferiscono andare a lavorare nel nuovo mondo digitale piuttosto che nei media più famosi ma tradizionali”. All’incontro sul futuro dei media hanno partecipato gli a.d. di Cbs News e Bloomberg media, il direttore del Wall Street Journal, il vicepresidente di Cnn e le firme di punta del New York Times e della Nbc. Tra il pubblico anche editori e a.d. di Messaggero, Il Sole, Stampa, Sky come Azzurra Caltagirone, Donatella Treu, Carlo Perrone, Andrea Scrosati, e i direttori Virman Cusenza (Messaggero) e Giuseppe Marra (AdnKronos). Per La7 con Cairo c’era l’a.d. Ghigliani. A moderare il dibattito Maria Latella. “Se spendi due dollari e venti per il New York Times il giornale dev’essere pesante”, ha detto David Carr, editorialista del New York Times, il più autorevole esperto di media americani. Per il direttore del Wall Street Journal Gerard Baker sarà la qualità a fare la differenza. Come convincere i lettori abituati a ricevere gratis le notizie che dovranno pagarle? Fondamentale stabilire una chiara identità per distinguere l’informazione. “Essere sicuri che il giornalismo sia più rigoroso che mai”, sottolinea Jeff Fager, chairman di Cbs news.

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