di Sergio Patti
Lโaccordo tra Renzi e Berlusconi non scuote solo lโagenda politica. Con la riforma elettorale e la possibilitร che si torni al voto in tempi stretti si aprono nuovi scenari anche per le grandi aziende controllate da Tesoro e Cassa Depositi e Prestiti. Eni, Enel, Poste, Finmeccanica e Terna hanno i Consigli di amministrazione in scadenza in primavera e le nomine spettano dunque allโesecutivo di Enrico Letta. In caso di elezioni perรฒ รจ improbabile che il governo presenti sue liste. Verosimilmente, invece, i Cda convocheranno nei termini di legge le assemblee, lasciandole aperte fino alla decisione dellโazionista di via XX Settembre, subito dopo lโestate. A quel punto il peso elettorale avrร la sua importanza e giร da settimane non si contano piรน i manager saltati sul carro del segretario Pd. Il sindaco di Firenze, non รจ un mistero, stima alcuni manager vicini anche dal punto di vista anagrafico, come Andrea Guerra (lโAd dei record di Luxottica), Vittorio Colao (capo azienda dalla grande esperienza internazionale) e Antonio Campo DallโOrto (da molti indicato come possibile successore di Luigi Gubitosi sulla poltrona di direttore generale della Rai).
Rinnovamento e ampio di valzer di poltrone a parte, che cambi o no lโinquilino di Palazzo Chigi, alcuni nomi sembrano giร lanciati verso un rinnovo del mandato o verso lโuscita. Soprattutto nel caso di una prosecuzione del governo Letta, per non scuotere i giร difficili equilibri politici. Giร nelle nomine dellโestate scorsa, infatti, il Presidente del Consiglio ha in gran parte confermato gli amministratori uscenti, o inserito pochi manager non certo new entry nelle stanze che contano. ร il caso dellโAnas, dove accanto allโamministratore delegato e presidente, Pietro Ciucci, confermato, ha fatto il suo ingresso in Consiglio di amministrazione Maria Cannata, grande signora del debito pubblico italiano (Capo dipartimento del Tesoro รจ lei che controlla le emissioni di Stato). Stessa cosa per le Ferrovie, dove il 9 agosto scorso sono stati confermati sia il presidente Lamberto Cardia che lโamministratore delegato Mauro Moretti (nonostante sia imputato in un processo per strage ferroviaria, a Viareggio). Rinnovato cosรฌ come si trovava (era il 2 luglio) anche il vertice della Sace, con il presidente Gianni Castellaneta e lโAd Alessandro Castellano, mentre in Invitalia al confermato Ad Domenico Arcuri si รจ affiancato come presidente Giancarlo Innocenzi Botti, proveniente dallโAuthority per le telecomunicazioni . Certo, nellโultimo giro di nomine qualche novitร cโera stata, ma sempre con nomi giร collaudati, come nel caso del Fondo Italiano di Investimenti, dove รจ finito a fare il presidente lโex capo delle Fs, Innocenzo Cipolletta e figura nel Cda Federica Guidi, figlia di Guidalberto ed ex leader dei giovani di Confindustria. Occhi puntati allora sul nuovo giro di nomine.
Chi sembra blindato, per i conti brillanti e in controtendenza con la debolezza dei mercati, รจ lโamministratore delegato dellโEni, Paolo Scaroni. Il manager, che andrebbe al quarto mandato, non fa mistero di essere pronto a una conferma. I numeri del gruppo, ma soprattutto i delicati equilibri nei rapporti con lโest europeo, la Russia e lโAfrica, lo rendono difficilmente sostituibile. In una logica di ticket, punta alla riconferma pure il presidente Giuseppe Recchi, al termine del suo primo mandato. A questa casella, senza fare troppo mistero, punterebbe lโex sottosegretario alla Presidenza Antonio Catricalร , cosรฌ come scalpiterebbero il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco e lโex ministro Domenico Siniscalco. Un poโ piรน in forse sembra la conferma del presidente dellโEnel, Paolo Andrea Colombo, mentre lโAd Fulvio Conti resterebbe per completare lโabbattimento del debito del gruppo. Secondo quanto si sussurra nei Palazzi romani, fuori dai giochi รจ lโAd di Terna, Flavio Cattaneo, che trascinerebbe fuori dalla societร anche il presidente Luigi Roth. Cattaneo, perduta la sponda del sistema Ligresti (con Ignazio La Russa allโopposizione) non potrร piรน contare sullโamico deputato Marco Milanese, suggeritore delle nomine a un Giulio Tremonti sparito dai radar del potere. E con lโaria che tira a ben poco gli servirร aver assunto lโex collaboratore di Massimo DโAlema, Giuliano Frosini.
Situazione diversa per Poste Italiane, dove lโAd Massimo Sarmi ha rivoluzionato lโazienda, facendone di fatto la piรน grande banca italiana, con utili tali da riuscire a togliere al governo le castagne dal fuoco nel difficile caso Alitalia. Sarmi, dopo 12 anni al timone, potrebbe lasciare per unโaltra sfida forse ancora piรน complicata: il rilancio di Telecom. In questo caso si farebbe largo lโipotesi di Mauro Masi, ex segretario generale di Palazzo Chgi e direttore generale della Rai negli anni della rivoluzione digitale. In Finmeccanica sembra tramontata la presidenza per lโex ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, che potrebbe perdere pure il ruolo da super consulente cui sembrava destinato per contribuire a risolvere la controversia con il governo indiano su una maxi fornitura di elicotteri Augusta Westland. Appalto adesso perรฒ cancellato e affidato a un difficile arbitrato internazionale. Molto probabili invece le conferme per lโAd Alessandro Pansa e Gianni De Gennaro, nominati in questi ruoli meno di un anno fa nellโemergenza degli arresti che avevano travolto il gruppo aerospaziale. Aria di conferme in blocco anche per gli Ad di Consip Domenico Casalino, di Sogei Cristiano Cannarsa ย e di Consap Mauro Masi, che secondo un giudizio diffuso tra gli addetti ai lavori, proprio qui (reduce da anni di Vietnam in una Rai molto piรน turbolenta di quella attuale) ha fatto cosรฌ bene da poter essere promosso in uno dei grandi enti se, al rinnovo delle cariche si cercherร un manager gradito anche a Silvio Berlusconi (allโopposizione spetta sempre qualcosa).