Poltrone incandescenti alla Difesa. Le trame del generale renziano per il posto di Capo di stato maggiore. Magrassi in manovra su un dossier che non si sblocca

Neanche lโ€™altro ieri, in occasione del Consiglio dei ministri, si sono create le condizioni per nominare il nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa

di Stefano Sansonetti

Niente da fare. Neanche lโ€™altro ieri, in occasione del Consiglio dei ministri, si sono create le condizioni per nominare il nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa. Stallo di non poco conto, visto che da quella figura, ancora per poco incarnata da Claudio Graziano, dipendono tutte le attivitร  di pianificazione e impiego delle Forze armate. Qual รจ lโ€™ostacolo che, ormai da inizio luglio, sta impedendo di trovare una quadratura del cerchio? Il vero nodo, a quanto pare, attualmente si sta ingarbugliando intorno a unโ€™altra poltrona di spicco al Ministero della Difesa, quella di segretario generale. Qui, dallโ€™ottobre 2015, cโ€™รจ il generale Carlo Magrassi, che dopo essere stato consigliere militare dellโ€™allora premier Matteo Renzi a palazzo Chigi, รจ quindi transitato da Roberta Pinotti (Pd) allโ€™attuale ministra, la pentastellata Elisabetta Trenta.

Lโ€™incarico di Magrassi, perรฒ, รจ in scadenza a ottobre. Insomma, questo fa capire perchรฉ sia da tempo attivo per trovare una sistemazione. Il fatto รจ che lo stesso Magrassi non pare intenzionato a mettere da parte lโ€™ambizione di diventare proprio Capo di Stato maggiore della Difesa, nonostante il Codice dellโ€™ordinamento militare glielo impedisca: dal 1ยฐ febbraio, infatti, non รจ piรน in servizio permanente effettivo, requisito fondamentale per diventare il numero uno delle Forze armate. Per questo Magrassi nelle scorse settimane ha cercato di capire se ci sono margini per cambiare la norma e rientrare in pista. La posizione della Trenta รจ per ora sfumata. Ma Magrassi sembra avere ancora molta voce in capitolo, anche perchรฉ da Segretario generale (che รจ anche Capo della Direzione nazionale armamenti), fino a poco tempo fa ha avuto alle sue dipendenze il tenente-colonnello Claudio Passarelli, marito della ministra, spostato da questโ€™ultima allโ€™ufficio affari generali per una questione di opportunitร . Di sicuro Magrassi, che dal 2013 al 2014 รจ stato anche capo di gabinetto dellโ€™allora ministro Mario Mauro (Governo Letta), negli anni ha seguito da vicino lโ€™acquisizione dellโ€™Air Force Renzi, lโ€™ormai famoso Airbus assurto a simbolo di spreco di Stato, il cui contratto di leasing รจ stato rescisso su iniziativa dei Cinque Stelle. Rescissione rivendicata con orgoglio dal vicepremier, Luigi Di Maio, e dal ministro delle infrastrutture, Danilo Toninelli. Insomma, per i Cinque Stelle sarebbe complicato assecondare la nomina a Capo di Stato maggiore della Difesa, per giunta con una specie di norma ad personam, di un ex strettissimo collaboratore di Renzi e Pinotti. Sta di fatto che per ricoprire la carica restano in ballo lโ€™attuale capo di stato maggiore dellโ€™Aeronautica, Enzo Vecciarelli, e il Capo di stato maggiore dellโ€™Esercito, Salvatore Farina. Chance non marginali, infine, vengono accreditate al Sottocapo di Stato maggiore della Difesa, Roberto Nordio.

Nel frattempo continua a far discutere anche la situazione di stallo al vertice del Gse, la societร  pubblica che gestisce 16 miliardi lโ€™anno di incentivi alle rinnovabili. Il tutto, come rivelato da La Notizia, con la spada di Damocle di almeno 10 procure che stanno indagando su un presunta truffa sui certificati bianchi. Per la sostituzione di Francesco Sperandini, attuale presidente e Ad, vicino al Pd, nelle ultime ore si sta facendo anche il nome di Nicola De Sanctis, attuale Ad dellโ€™Acquedotto pugliese, nominato dal Governatore Michele Emiliano. Un profilo, quindi, a quanto pare sempre di area Pd, peraltro giร  contestato dai grillini per gli incarichi plurimi nello stesso Acquedotto pugliese e per una maxi buonuscita percepita quando era Ad di Iren.