Processo Raggi, le motivazioni: la sindaca di Roma fu vittima di un raggiro ordito dai fratelli Marra. A novembre fu assolta dall’accusa di falso

dalla Redazione
Cronaca

La sindaca di Roma Virginia Raggi “è stata vittima di un raggiro ordito dai fratelli Marra in suo danno”. E’ quanto scrive il giudice monocratico, Roberto Ranazzi, nelle motivazioni della sentenza con cui il 10 novembre scorso ha assolto il primo cittadino dall’accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell’allora capo del personale, a capo della Direzione turismo del Campidoglio.

“L’affermazione che Raffaele Marra – si legge ancora nelle motivazioni – non ha partecipato alla fase istruttoria dell’interpello per le nomine da dirigente amministrativo non corrisponde alla realtà. Il contrasto tra la descrizione della attività svolta in concreto dal Raffaele Marra nel procedimento di interpello e la sua definizione come di non natura istruttoria, appare dunque stridente, in quanto la prima smentisce la seconda”.

“A testa alta. Questo ho detto il giorno in cui il Tribunale di Roma ha chiuso il processo nei miei confronti – commenta Virginia Raggi sulla sua pagina Facebook – attestando che ho agito sempre correttamente e nell’esclusivo interesse di Roma, che non ho mai mentito ai cittadini e alle istituzioni tanto meno nell’esercizio delle mie funzioni. Le motivazioni della sentenza che ha sancito la mia assoluzione sono state depositate presso il Tribunale di Roma. Confermano l’onestà e la trasparenza del mio operato”.

Confermano – va avanti la sindaca della Capitale – che, per due anni, ho subito attacchi politici e mediatici violenti e ingiustificati. Per tutto questo tempo ho proseguito il mio lavoro. Ero certa della mia innocenza e ho sempre avuto fiducia nel lavoro della magistratura. Mi ha sostenuto l’affetto di tanti miei concittadini. L’unico modo che ho per ripagarli – conclude la Raggi – è invece quello di continuare a lavorare per loro e con loro. Cambieremo questa città insieme. Faremo rinascere Roma con il nostro impegno, la nostra determinazione, il nostro amore. Grazie”.