Salini alla prova del Cda Rai. Piano industriale verso il via libera. Obiettivo: pluralismo e 40 milioni di risparmi. Oggi a Viale Mazzini il voto decisivo

di Francesco Carta
Tv e Media

Alla fine tutti pezzi del puzzle sono stati incastrati. Nel mosaico del nuovo Piano industriale della Rai, messo a punto dall’amministratore delegato Fabrizio Salini, gli obiettivi dichiarati erano essenzialmente due: razionalizzazione dei costi e garanzia di pluralismo nell’informazione. Oggi il Cda di Viale Mazzini sarà chiamato ad esprimersi sul risultato finale che l’Ad ha sottoposto nei giorni scorsi al vaglio dei consiglieri della Tv pubblica. E che, da quanto apprende La Notizia, dovrebbe incassare senza particolari patemi il via libera della maggioranza del Consiglio.

Un lavoro che ha impegnato Salini a tempo pieno e talmente a fondo che l’Ad Rai si è tenuto a debita distanza dalle polemiche che, negli ultimi giorni, hanno investito l’azienda. A cominciare – anche se si tratta dell’ultimo capitolo – da quelle seguite alla discussa intervista realizzata a Parigi da Fabio Fazio per Che tempo che fa al presidente francese, Emmanuel Macron. E anche la mediazione di Marcello Foa, in qualità di presidente di garanzia, che ha consentito di superare gli ultimi ostacoli, ha contribuito a spianare la strada al via libera che, quasi certamente, arriverà oggi dal settimo piano di Viale Mazzini.

Come? Innanzitutto, basta pletore di giornalisti con operatori al seguito per seguire la stessa conferenza stampa o il medesimo fatto di cronaca: inutile confezionare servizi fotocopia da mandare in onda nei Tg delle tre emittenti Rai. Ma con la garanzia che, ogni singola testata, nel rispetto delle rispettive linee editoriali, possa confezionare il prodotto finale in maniera differente. Magari con interviste, inchieste e approfondimenti d’appoggio. Ma cosa prevede nel dettaglio il Piano editoriale dell’azienda pubblica?

Si articola in cinque allegati: Progetto Editoriale, comprensivo dell’offerta televisiva; Progetto News; Progetto del Canale in Inglese; Canale Istituzionale; Progetto per le minoranze Linguistiche. Un Piano industriale che nei piani dell’Ad dovrebbe fruttare all’azienda 40 milioni di risparmi nel 2020. Tra le novità, rispetto alle intenzioni iniziali, salta la newsroom unica integrata. Risultato: la linea editoriale dei singoli Tg, come chiedeva il Cda con il presidente Foa in testa a garanzia del pluralismo, resterà affidata ai rispettivi direttori. Ma non è tutto. Sul fronte dell’informazione, il Piano Salini prevede innanzitutto l’accorpamento di Tgr, Rainews.it, Televideo e Rainews24 in una redazione unica (con relativo direttore), alla quale farebbe capo anche il nuovo portale webcon.

La fase successiva del Piano industriale prevede poi la creazione di un servizio orizzontale su “notizie fattuali non rilevanti’’ per ottimizzare i costi e le risorse. L’esempio è quello già richiamato: quando manca l’esigenza di esprimere una precisa linea editoriale, basta una telecamera per raccogliere una dichiarazione rilasciata nel corso di una conferenza stampa. Con conseguenti – ed evidenti – risparmi per l’azienda. Diversamente, se il fatto richiede una lettura politica, ogni Tg potrà seguire l’evento separatamente con una propria troupe. Una distinzione cruciale per garantire equilibrio al combinato disposto tra la razionalizzazione dei costi e la garanzia di pluralismo dell’informazione.

Capitolo a parte sulle nuove direzioni: Intrattenimento culturale, Fiction, Cinema e serie tv, Documentari, Ragazzi, Format, Approfondimento informativo. A quest’ultimo farà capo il coordinamento dei programmi di approfondimento che non dipendono dalle testate giornalistiche. Come Porta a porta, Amore Criminale, Chi l’ha visto, Presa diretta, Report, Petrolio oltre al discusso Che Tempo che fa. Un programma, quest’ultimo, sul quale, intervistato da La Notizia, il consigliere d’amministrazione in quota FdI, Giampaolo Rossi, è stato categorico: “Con il nuovo Piano industriale della Rai un contratto come quello di Fazio non sarebbe pensabile”. Inciso finale. Repubblica spara la notizia dell’ad Salini chiamato a rapporto da Matteo Salvini che vorrebbe siluralo. Ma per l’azienda l’incontro è solo “gossip”.