Scontri senza fine a Gerusalemme. Ora L’Isis sfida Israele e Hamas gongola. Si lancia col camion sui soldati: 4 morti e 15 feriti

dalla Redazione
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La tensione a Gerusalemme continua ad essere alta, anzi nelle ultime ore si è acuita. Un attentatore di Hamas, infatti, si è gettato con il camion su un gruppo di soldati appena scesi dall’autobus, uccidendone 4 e ferendo almeno 15 persone. È accaduto a Talpiot, quartiere ebraico della zona meridionale di Gerusalemme.

L’attentatore, palestinese, è stato quindi ucciso dai commilitoni rimasti illesi. Le vittime sarebbero tre donne e un uomo sui vent’anni, a quanto ha riferito la polizia israeliana. Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato il Consiglio di difesa del governo: “Secondo tutti gli elementi raccolti finora l’autore dell’attentato è un sostenitore dello Stato Islamico – ha detto il premier al termine di un sopralluogo al posto dell’attacco – sappiamo che c’è un filo comune di attentati e certamente può esserci un legame con la Francia e Berlino e adesso Gerusalemme”.

Secondo quanto riferito dall’emittente tv Canal 10, il killer è un arabo-israeliano. Secondo fonti palestinesi riferite dall’agenzia Maan, l’uomo è originario di Jabel Mukaber, quartiere est della città: il suo nome, secondo le stesse fonti, è Fadi al-Qanbar, di circa 28 anni. “Quando il mondo capirà che il problema è l’odio palestinese?”, domanda via Twitter il portavoce del ministero degli Esteri Emmanuel Nahshon commentando quello che definisce il “nuovo attacco palestinese”.

Da Gaza, intanto, arriva il plauso di Hamas. Il portavoce del movimento islamico Hazzem Qassem, ripreso dai media israeliani, ha scritto sulla sua pagine Facebook che “le continue operazioni in Cisgiordania e a Gerusalemme est provano che l’Intifada di Gerusalemme non è un evento isolato, ma piuttosto una decisione del popolo palestinese di ribellarsi finché non otterrà la sua libertà e liberazione dall’occupazione israeliana”.

Le Brigate Qassam, ala militare di Hamas, hanno fatto sapere che Fadi al-Qanbar “era stato rilasciato dalle prigioni israeliane”. Un comunicato del gruppo – citato dai media israeliani – lo definisce “mujahid, combattente jihadi”.

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