Sindacati, basta con l’oligopolio delle grandi sigle. La proposta di Confial: una legge per garantire maggiore rappresentatività

di Giorgio Velardi
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Ce lo chiede l’Europa, viene proprio da dire. Tornando a bacchettare l’Italia, ieri la Commissione europea ha inserito fra le criticità che ci attanagliano anche la riforma della contrattazione collettiva. Serve un rapido cambio di passo, insomma. Ad auspicarlo, oltre a Bruxelles, sono proprio alcune sigle sindacali. Come Confial, la Confederazione italiana autonoma lavoratori già radicata in 15 Regioni e 65 province italiane. Che ieri, nel corso di una conferenza stampa organizzato a Palazzo Madama in collaborazione con i senatori Antonio D’Ali (Forza Italia) e Loredana De Petris (Sinistra italiana), ha presentato una proposta di modifica dell’articolo 39 della Costituzione. Proprio quella che riguarda l’organizzazione sindacale. L’obiettivo dichiarato, ha spiegato il Coordinatore nazionale Benedetto Di Iacovo, è quello di arrivare a “una legislazione di garanzia che metta al centro effettive libertà di associazione sindacale coniugate con strumenti di contrattazione e misuratori della effettiva rappresentatività, non solo nazionale ma aziendale di territorio e di prossimità”. Non essendo stato attuato l’art. 39 della Carta, ha sottolineato Di Iacovo, “i sindacati maggiormente rappresentativi hanno potuto operare in una sorta di ‘zona franca’, con una disciplina di diritto privato regolata dagli stessi soggetti in gioco”. Un modello che però “è da tempo in crisi”: ecco perché c’è “l’esigenza di una puntuale definizione delle regole in materia di effettiva garanzia della libertà, del pluralismo e della rappresentatività sindacale, connessa all’efficacia generale dei contratti collettivi”.

  • Fantozzi Vittorio

    OGNI POSTO DI LAVORO HA LE SUE CRITICITA’ ,,,IL SINDACATO DEVE ESSERE GESTITO DA GLI STESSI LAVORATORI…..BASTA CON I RAS.. DELLE GRANDI SIGLE,,, SONO SOLO CLAN DI MA….I …. CHE SPECULANO SULLE SPALLE DI CHI LAVORA VERAMENTE…( VEDERE I RISULTATI DI MELFI)

  • Gabriele Barbone

    e si volete pure voi mangiare come i sindacati