Che hobby le lobby. Per Renzi il suo non รจ il Governo dei poteri forti. Ma le leggi sulla trasparenza latitano da 60 anni

Dal 1954 sono state presentate 50 proposte di legge sulle lobby. Nessuna, perรฒ, รจ stata mai approvata. Nemmeno col Governo Renzi, nonostante il caso Guidi

Renzi e la sua squadra non fanno un passo indietro sul caso Guidi. Tutto nella norma, nessun favore ai poteri forti. Ma anzi, dicono, lโ€™inchiesta sarebbe in qualche modo nata proprio perchรฉ questo Governo, dicono da Palazzo Chigi, si รจ sempre opposto ai poteri forti. Le cose stanno veramente cosรฌ? A rispondere per noi รจ Trasparency International che, invece, la pensa esattamente al contrario di quanto detto da Boschi e Renzi. Il nostro Paese, infatti, si caratterizza per lโ€™assenza, da anni, di trasparenza e di regole puntuali per le attivitร  di lobbying.

In particolare preoccupa, dicono dallโ€™associazione, lโ€™assenza di un registro dei lobbisti, senza il quale รจ impossibile sapere chi fa lobbying nel nostro Paese, con quali scopi e in quale settore. Se Gianluca Gemelli, compagno dellโ€™ormai ex Ministra, fosse stato regolarmente iscritto nel registro (che non cโ€™รจ), dichiarando quindi in maniera trasparente i suoi scopi professionali e i suoi clienti, sarebbe stato molto difficile coprire i motivi che hanno portato allโ€™emendamento da ieri sotto i riflettori dei media.

Questo perchรฉ il conflitto di interessi sarebbe risultato immediatamente evidente e di conseguenza, รจ plausibile supporre, i due avrebbero evitato โ€œil gioco di squadraโ€ che sembra emergere dalle intercettazioni per favorire appunto il cliente di Gianluca Gemelli.

Ma passiamo a questo punto ai dati. Giร , perchรฉ Trasparency, in tempi non sospetti (novembre 2014) ha pubblicato un report chiaro sulla questione dal titolo non banale: โ€œLobbying e democraziaโ€. Ebbene, cosa traspare da questo rapporto?

Dal 1954 ad oggi sono state presentate ben 50 proposte di legge sul lobbying. Nessuna, perรฒ, รจ stata mai approvata. Tanto che, scrive lโ€™organizzazione nel dossier, โ€œil nostro Paese non si รจ ancora dotato di una regolamentazione autonoma e specifica in materia di rappresentanza degli interessiโ€. Una situazione insostenibile, causa spesso dellโ€™immobilismo del nostro Paese. Senza dimenticare, peraltro, che sono ben tre le sentenze della Cassazione (di cui due addirittura del 1974) che hanno confermato lโ€™esistenza delle lobby e lโ€™esigenza che ci sia, dunque, un registro ufficiale e trasparente in materia.

AMMONIZIONI DA BRUXELLES – Ma niente: le istituzioni italiane preferiscono non far nulla. Restano immobili, a tutto vantaggio delle lobby. Disobbedendo, peraltro, non solo alla magistratura italiana. Ma anche allโ€™Unione Europea. A Bruxelles, infatti, esiste un registro pubblico dellโ€™attivitร  di lobbying (vedi le immagini qui sotto):

lobby lobby

E dovrebbe esistere anche nei Paesi membri, dopo la Convenzione Penale sulla Corruzione del Consiglio dโ€™Europa del 1999. Ma non cโ€™รจ limite al paradosso: lโ€™Italia infatti ha pure ratificato questa convenzione nel 2012. Ma, comโ€™รจ evidente, non รจ cambiato nulla. Delle 50 proposte di legge, infatti, pochissime sono state effettivamente discusse allโ€™interno delle commissioni parlamentari e nelle Camere.

SOLO TENTATIVIย  – Un tentativo concreto รจ stato fatto nel 2007 quando lโ€™allora premier Romano Prodi ha presentato una delle piรน importanti proposte di legge discusse fino ad oggi, con la quale si prevedeva appunto lโ€™istituzione di un registro pubblico dei rappresentanti di interesse. Il Parlamento, perรฒ, non ha mai approvato questa proposta. Nel maggio 2013 ci ha riprovato il governo di Enrico Letta, ma il progetto รจ stato abbandonato immediatamente. Oggi la regolamentazione delle attivitร  di lobbying risulta tra le prioritร  del piano di riforme del Governo di Matteo Renzi. Per ora le speranze non sono tantissime, dato che nel corso dellโ€™attuale legislatura sono 9 le proposte di legge depositate: sei sono state assegnate alla commissione competente, ma per il momento nessuna รจ ancora stata esaminata. Come non detto.

Lโ€™ultimo รจ di sole poche settimane fa, quando un testo che stazionava da mesi al Senato รจ stato spostato alla Camera. Il ddl a prima firma degli ex M5s Luis Aberto Orellana e Lorenzo Battista รจ stato approvato nella commissione Affari costituzionali del Senato ad aprile 2015. Sono passati nove mesi e il provvedimento non ha nessuna speranza di vedere la discussione in Aula. E allora ci hanno provato, come La Notizia ha giร  documentato, tramite un emendamento inserito nel ddl Concorrenza. Immediatamente affossato, of course. Insomma,ย  niente di nuovo sotto al sole.