Adesso tutti si stupiscono di come il ministero dello Sviluppo economico di Federica Guidi subisse le pressioni delle lobby. Ma se si analizza quello che รจ successo negli ultimi anni, ben prima dellโindagine che adesso ha portato alle dimissioni dell’ormai ex Ministra, ci si rende conto che da molto tempo il dicastero di via Veneto รจ un autentico colabrodo, una gruviera in cui le โinfiltrazioniโ lobbistiche sono allโordine del giorno. Basta fare una rassegna dei vorticosi passaggi dal ministero al settore privato, e viceversa, per rendersene conto. Si prenda il caso di Stefano Saglia, ora consigliere di amministrazione di Terna, ma anche ex An ed ex sottosegretario al ministero con delega allโenergia dal 2009 al 2011. Ebbene, qualche tempo dopo, senza troppi complimenti, si รจ trasferito armi e bagagli in una societร privata di lobbying che si chiama Strategic Advice. Societร da cui poi si รจ separato a seguito dellโinchiesta fiorentina sulle grandi opere in cui รจ rimasto coinvolto.
LโANDAZZO –ย La stessa Guidi, anni dopo, ha imbarcato come capo della sua segreteria tecnica Carlo Stagnaro, giร direttore del dipartimento studi dellโIbl, ovvero lโIstituto Bruno Leoni. Sulla carta think tank di ispirazione liberale, nella pratica lโIbl ha dietro grossi gruppi e finanziatori. Nei suoi organi di vertice, per dire, siedono Franco Debenedetti (Cir), Fabio Cerchiai (Atlantia) e Giampaolo Galli (deputato del Pd ed ex direttore generale di Confindustria). Tra i finanziatori dellโIstituto, a fasi alterne, ci sono stati la Mapei di Giorgio Squinzi (come ammesso dallo stesso Ibl) e una delle fondazioni bancarie piรน ricche come la Cassa di risparmio di Torino. E che dire di Roberto Sambuco, giร capo della Direzione comunicazioni del ministero di via Veneto? Oggi รจ partner della Vitale & Co, societร privata di consulenza finanziaria presieduta da Guido Roberto Vitale. Non รจ certo finita qui. Un altro ex direttore generale dellโallora ministero delle Comunicazioni, Romano Righetti, si รจ poi dato al privato fino a diventare capo del settore regolatorio e antitrust del gruppo Wind. Alla lista non si puรฒ non aggiungere Leonardo Senni, che fino allโera di Flavio Zanonato ministro era capo del Dipartimento energia al dicastero dello Sviluppo economico ed รจ subito dopo passato a fare lโamministratore delegato della societร privata Ariston Thermo. Poi ci sono i lobbisti che vantano grande dimestichezza con i corridoi ministeriali.
GLI ALTRI –ย Uno di questi รจ Giuliano Frosini, ora consigliere di amministrazione di Ferrovie e capo delle relazioni istituzionali della ex Lottomatica, il quale vanta uno stretto rapporto con lโex sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti, spesso citato dalla Guidi e dal compagno nelle intercettazioni come esponente di una specie di blocco ostile. Sia chiaro: nessuno vuole evocare legami con lโinchiesta che รจ costata la poltrona alla Guidi. Ma sembra sin troppo chiaro che questo viavai di personaggi dal ministero non ha fatto altro che rendere la struttura profondamente sensibile ad โinfiltrazioniโ lobbistiche di ogni estrazione. Il tutto senza nessun tipo di regola e alla faccia di minimi principi di trasparenza. Un situazione scoraggiante, da un punto di vista istituzionale, che certo non riguarda solo il ministero che ormai fu della Guidi.
Tw: @SSansonetti