E no, non era Igor il russo o il super latitante di mafia Matteo Messina Denaro. Il killer di Barcellona Younes Abouyaaqoub ha giร finito la sua fuga ed รจ stato trovato e ucciso dalla polizia catalana a Subirats. Impossibile prenderlo vivo: lโuomo indossava una finta cintura esplosiva e il suo destino era segnato sin dal pomeriggio in cui ha guidato il furgone della morte sulla Rambla, provocando una strage che nelle intenzioni del commando organizzato in stile โ11 settembre negli Usaโ avrebbe dovuto contare molte piรน vittime. Cosรฌ in piccola parte la polizia iberica si riscatta. Se qui in Italia si riesce a sfuggire alla giustizia anche per decenni, in Spagna la rete delle forze dellโordine si รจ stretta inesorabile. Un successo che non cancella i buchi nellโintelligence guidata da Madrid, perforata a piรน riprese da tragici attentati, al contrario di quanto avvenuto finora nel nostro Paese, di sicuro non casualmente al riparo dalla furia del terrorismo islamico. Un trattamento di favore che ha radici antiche, risalenti agli anni della politica prudente dei governi democristiani e socialisti dialoganti con il mondo arabo e palestinese. Un filo diretto voluto da leader come Andreotti, Moro, Craxi e De Michelis, probabilmente non senza pagarne un prezzo, come ricostruisce in numerosi scritti il giornalista Paolo Guzzanti, convinto assertore della ritorsione Usa verso quel sistema di potere โfilo-araboโ attraverso lo tsunami orchestrato a Washington col sostegno allโinchiesta Mani Pulite.
Il conto finale – Con la morte di Abouyaaqoub il bilancio ufficiale delle vittime degli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils la settimana scorsa รจ adesso di 15 morti, nella speranza che i numerosi feriti gravi sopravvivano tutti. Tra questi 15 morti da ieri cโรจ ufficialmente anche Pau Perez, il giovane trovato morto allโinterno di unโauto che aveva forzato un posto di blocco sulla Meridiana poco dopo la strage della Rambla. La conferma che ad assassinarlo sia stato il terrorista Abouyaaqoub in fuga dopo lโattentato ancora non cโera. Da ieri รจ invece definitivo il bilancio e lโidentitร di tutte le 15 vittime degli attentati di Barcellona e Cambrils: sette donne e otto uomini. Sei morti sono cittadini spagnoli, tre italiani, due portoghesi, uno belga, uno statunitense, uno canadese e uno con doppia nazionalitร australiana e britannica, il piccolo Julian Cadman.
Le foto – Tutta lโattenzione ieri era perรฒ riversata sul terrorista marocchino Abouyaaqoub in fuga. Le sue foto mentre si allontanava dal luogo dellโattentato a piedi, con indosso gli occhiali da sole, attraverso il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si รจ schiantato contro unโedicola dopo avere travolto la folla, facevano senza sosta il giro dei notiziari e dei giornali sulla rete web. E si stringeva la morsa, anche grazie alla collaborazione delle polizie di tutta Europa. Tanto da scoprire che lโAudi A3 utilizzata per lโattacco terroristico a Cambrils era stata fotografata da un autovelox, nella regione parigina dellโIle-de-France, circa una settimana prima degli attentati. Una circostanza che perรฒ non proverebbe al momento alcun legame operativo con la Francia. โPotrebbe trattarsi di un semplice transito su un tragitto piรน lungoโ scrive il quotidiano.
Parla il pentito – Intanto uno degli arrestati della cellula jihadista che ha colpito Barcellona sta collaborando con gli inquirenti, fornendo nomi e movimenti del commando e sul ruolo chiave dellโimam Abdel Baki Essati. Secondo quanto riportatoper primo in Italia da Repubblica, lโuomo si chiama Mohamed Houli Chemlal, ha 21 anni, รจ originario di Melilla ed รจ lโunico sopravvissuto allโesplosione del covo della cellula ad Alcanar. Sempre secondo Repubblica โsolo Mohamed sapeva chi e quanti uomini fossero allโinterno di quella casa al momento dellโesplosione. Solo lui era in grado di ricordare che fossero tre, oltre a lui. Al punto da indirizzare il lavoro della Scientifica tra cumuli di macerie e lamiere di bombole divelte (ne erano state ammassate 120) alla ricerca di ciรฒ che restava di brandelli carbonizzati appartenenti, appunto, a tre corpi diversi. Corpi di cui Mohamed ricorda bene lโidentitร , tanto da far dire ufficialmente alla Polizia catalana che giร ora, nonostante non siano stati ancora completati gli esami del Dna, almeno due dei tre uomini attualmente ricercati, sono sicuramente ciรฒ che resta dei resti umani trovati ad Alcanarโ. Per tre giorni la collaborazione di Chemlal รจ stato uno dei segreti meglio custoditi dallโindagine. Al punto che, per oltre 36 ore, nonostante figurasse tra gli arrestati, non era stata rivelata neppure la sua identitร . Ora, quel segreto รจ caduto e oggi comparirร a Madrid di fronte ai giudici istruttori antiterrorismo dellโAudienca Nacional assieme agli altri arrestati.